Tassa rifiuti, “degrado” e Mohicani: la protesta in consiglio

Tra i temi portati in consiglio comunale, alcuni in particolare hanno richiamato i cittadini, dalle tasse locali a via Ivrea, all'uso campo sportivo di via Forze Armate. Tra applausi, accuse e rinvii

Dai commercianti contro la Tares e le modifiche al costo dei parcheggi ai cittadini contro il degrado, fino al gruppo degli "Ultimi Mohicani" presenti per rivendicare lo spazio del campo di Via Forze Armate. In consiglio comunale a Gallarate, giovedì 5 febbraio, i temi principali da discutere erano il bilancio e una variante urbanistica, ma a far discutere sono stati soprattutto le questioni aperte che hanno mobilitato alcuni cittadini venuti in consiglio comunale.

Tra i "temi caldi", quello della Tares, la tariffa rifiuti che dal 2013 ha sostituito la Tarsu, con riduzioni per alcune categorie e aggravi anche molto pesanti per altre (colpiti in particolare fioristi, bar e pizzerie al taglio): Gallarate non ha visto a fine 2013 le "rivolte" sperimentate per esempio a Samarate, ma all’arrivo dei bollettini ha innescato le proteste degli esercenti. «Indubbiamente si sono concentrate criticità importanti» ha ammesso l’assessore alle attività produttive Angelo Bruno Protasoni, spiegando le scelte fatte per "correggere" i meccanismi di calcolo delle tariffe. In sala c’era anche una nutrita presenza di commercianti, Protasoni ha ricordato l’intenzione di «mettere mano alle tariffe nel bilancio di previsione 2014», che il Comune intende adottare a fine di questo mese di febbraio (con largo anticipo, per permettere di avviare le opere di manutenzione e d’investimento). Calcoli a parte, è stato Quintino Magarò (Lista Mucci-Orgoglio Gallaratese) a strappare gli applausi calorosi dei commercianti con un intervento in cui ha preannunciato «un de profundis per il commercio» se non si interverrà a ridurre la pressione fiscale locale: «Ero già intervenuto su Tares, il cui regolamento è stato approvato a luglio 2013, pregiudicando un ritorno alla Tarsu» ha ricordato Magarò, invitando a «trovare correttivi» e sventolando una fascia di lutto al braccio, anticipando appunto il «De Profundis che i commercianti dovranno portare al braccio perché il commercio va sempre morendo». Il finale («Arriveremo alla chiusura di tutte le saracinesche») ha poi appunto raccolto gli applausi degli esercenti.

Dalla Tares e le imposte locali, al tema del "degrado", molto dibattuto nelle ultime settimane a partire dai social network e ripreso dalle comunicazioni (interventi senza dibattito successivo) dei consiglieri d’opposizione. Di fronte anche ad un gruppetto di persone animatrici della protesta di due settimane fa in via Ivrea, il capogruppo della Lega Nord Paolo Bonicalzi ha ricordato le «centinaia di adesioni» della petizione contro il degrado sostenuta dal Carroccio, e le difficoltà dei «frequentatori delle aree degradate come via Ivrea, via Mameli e via Pacinotti», ma anche i «parchetti usati come vespasiani, lanci di bottiglie, risse che degradano in accoltellamenti».  Bonicalzi ha poi criticato il sindaco che «ha presenziato alla marcia di 600 pakistani» di domenica scorsa promossa dall’Associazione Pakistani Varesini e ha ancora una volta ricordato la dura opposizione della Lega alla Consulta Immigrati, «detta anche Consulta Islamica» (la consulta prevede rappresentanti dei diversi continenti d’origine, ma la Lega preannuncia che «sarà composta quasi solo da marocchini e pakistani»). A dar manforte sul tema del "degrado", anche Quintino Magarò, riprendendo la questione di via Dubini: «Mi sono fermato fingendo di essere un utente, ho subito la cattiveria degli extracomunitari che erano lì» ha esordito Magarò, provocando una reazione di Alessio Mazza («perché l’hanno riconosciuta», ha commentato il consigliere di SEL, che poi si è scusato per il riferimento). Magarò ha parlato poi di «estrema pericolosità con queste figure»: «Se integrate nessuno ha da ridire, ma sono un problema serio anche per persone di una certa età che si ritrovano a fare i conti con persone di disturbo per chi fa questa utenza, non dimentichiamo gli accattoni ovunque». Quando, verso le 22.15, si è chiusa la fase delle "comunicazioni", il centrodestra ha chiesto di discutere come primo punto la mozione del PdL-Forza Italia "relativamente alla sicurezza sociale e ordine pubblico", presentata appunto in coda alla mobilitazione di via Ivrea: le mozioni si discutono nell’ordine con cui sono state presentate e prima di quella in questione era l’ultima, dopo i voti previsti su bilancio e variante urbanistica e dopo le altre sette tra interpellanze e mozioni presentate nel tempo da Magarò e PdL-Forza Italia. L’opposizione ha chiesto l’inversione dei punti all’ordine del giorno per permettere ai cittadini che erano rimasti in sala (commercianti a parte, già allontanatisi) di seguire il dibattito, ma il consigliere di maggioranza Aldo Lamberti ha chiesto di rispettare l’ordine stabilito e alla fine la discussione è stata posticipata. Tra i firmatari della petizione "contro il degrado" anche qualche tweet di protesta, nel flusso di messaggi su Twitter con l’hashtag #opengallarate.

L’ultimo "fronte", prima delle discussione sul bilancio quando la sala si è svuotata, era quello del gruppo degli "Ultimi Mohicani". I ragazzi rivendicano la gestione del campo sportivo di via Forze Armate, che è stato abbandonato per anni e che stanno usando da un paio di anni. Il Comune vorrebbe farlo gestire anche dalle associazioni del progetto Critical MAS. I Mohicani si presentano ogni volta in consiglio comunale, per ascoltare il dibattito sull’interpellanza presentata da Giuseppe De Bernardi Martignoni (Forza Italia), di volta in volta rinviata. Anche ieri sera  hanno appeso uno striscione in strada, sono venuti in consiglio, si sono seduti nelle prime file, ma alla fine la "interpellanza" non è stata discussa neppure questa volta.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2014
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