Trevisan: “Il peggio è passato, ora proviamo a migliorare”

Il difensore, arrivato a gennaio dal Padova, si è inserito alla grande nel Varese e a Pescara si è tolto anche lo sfizio di segnare. «Sono contento del gol, ma preferisco evitarli che farli»

Arrivato negli ultimi istanti del mercato di gennaio, è stato il vero colpo a sorpresa del Varese, che con il suo inserimento ha puntellato la linea arretrata e trovato una risorsa molto valida. Trevor Trevisan, difensore mancino di trent’anni ha lasciato così Padova dopo cinque stagioni accettando l’offerta del Varese e ripagando subito la scelta fatta dalla dirigenza biancorossa. Ha infatti giocato un’ottima partita nel pareggio contro il Latina e siglato anche il gol del primo vantaggio a Pescara.

Trevor, partiamo proprio dalla gara allo stadio "Adriatico". Gol e vittoria, non si poteva chiedere di più?
«Sono molto contento per la vittoria cercata e ottenuta a tutti i costi. Per il gol sono ovviamente felice, ma il mio ruolo è quello di non farli segnare agli avversari: per le reti lascio spazio agli attaccanti. Ovviamente però, se dovesse succedere nuovamente, non mi tirerò indietro».

Come è nato il suo trasferimento "last minute" a Varese?
«È stata davvero una trattativa lampo nelle ultime ore di mercato. Ho accettato subito la proposta dei biancorossi sapendo di trovare una squadra di buon valore. Da avversario ho sempre avuto una grande considerazione del Varese, ho sempre detto che è una squadra forte e i risultati degli ultimi anni non sono stati certo dovuti al caso».

Qual è stato il primo impatto con la squadra e la città e come è stato lasciare Padova dopo tante stagioni?
«Dopo cinque annate a Padova (nella foto contro Neto allo stadio "Euganeo") non è stato facile cambiare aria. Pensavo di poter chiudere la mia carriera con i biancoscudati, ma ho capito che per me, come per altri miei ex compagni, era finito un ciclo importante. A Varese però ho trovato subito un ottimo gruppo che si allena a mille. Il momento peggiore sembra essere passato, ma ogni stagione ha i suoi alti e bassi e ora speriamo di continuare con il piede giusto».

Sabato 22 febbraio al "Franco Ossola" arriverà l’Avellino, forse la sorpresa migliore di questo campionato di serie B. Che gara si aspetta?
«Dal punto di vista tattico gli irpini sono simili al Latina: giocano con un 3-5-2 che sa chiudersi molto bene lasciando pochi spazi, ma sa anche essere molto pericoloso in contropiede. Con il Padova non li ho affrontati all’andata perché ero infortunato, ma so che i "Lupi" giocano bene e quindi dovremo essere molto attenti e pronti a lottare su ogni pallone. Di certo siamo sicuri che non vengono a fare una scampagnata ma cercheranno di farci male».

Come vede questo finale di stagione e come pensa possa comportarsi il Varese?
«È un anno strano, perché per ora non ci sono state squadre ammazza-campionato e la classifica è cortissima e può riservare tantissime sorprese. Il nostro obiettivo è ovviamente raggiungere la quota salvezza il prima possibile; gli anni scorsi dopo i 50 punti si poteva rifiatare, ma in questa stagione non si sa ancora se basteranno, quindi prima arriviamo a questo traguardo meglio è. Poi, nel caso, potremo fare un pensierino a qualcosa di più alto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 febbraio 2014
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