Ultras della preghiera, i devoti di Medjugorje si ritrovano al Palazzetto

Gigi Leva, anima storica dell'associazione "Amici di Medjugorje", presenta l'incontro annuale dei fedeli varesini: «Una giornata di riflessione e meditazione»

Torna al Palawhirlpool di Varese l’appuntamento di preghiera con Marija Pavlovic, una dei sei veggenti di Medjugorje. L’incontro si terrà domenica 16 febbraio, dalle 8.30 alle 19.30. In occasione di quell’evento abbiamo intervistato Gigi Leva, uno dei riferimenti storici dell’associazione varesina "Amici di Medjugorje".

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A Medjugorje, nel paese delle apparizioni 4 di 10

Gigi Leva incontro palazzetto Medjugorje Medjugorjie«Ci ritroviamo per il quarto anno consecutivo ma con un paio di mesi di ritardo a causa di alcuni eventi in calendario e connesse possibilità di carattere organizzativo. È vero che un certo tipo di crisi ha influito sull’afflusso a Medjugorje di pellegrini americani e asiatici, ma anche nel 2013 la risposta occidentale non è venuta meno, anzi noi italiani siamo stati, come sempre del resto, i più numerosi». 
È Gigi Leva che parla: assieme al dottor Comeri è uno dei riferimenti storici degli Amici di Medjugorje, associazione varesina no profit attiva da anni nei rapporti con il luogo di fede dell’Erzegovina,
«Che ci si ritrovi all’ inizio del 2014 – continua Leva- mi dà una sensazione positiva: forse questo può essere il tempo di una svolta importante. Chissà che la Chiesa non vada oltre tutto quanto conosciamo di Medjugorje e guidi il suo popolo in quel cammino di fede indicato dalle parole del Papa e chiesto dalla Madonna. È una sensazione personalissima la mia attesa di una
pastorale, di un viaggio che continui sotto l’ala di Roma».

Ma quale evento l’ha originata?
«C’è nella gente fervore, fiducia, partecipazione, fede come negli Anni 80, quelli dell’avvio delle apparizioni. Oggi si ripetono i giorni di una preghiera continua, intensa, che ha assunto dimensioni enormi anche nel mondo perché siamo nell’era di una comunicazione mai conosciuta».

E Varese c’è e in prima linea…
«Perché noi varesini con la Madonna abbiamo un rapporto plurisecolare e strettissimo, con riferimenti vissuti intensamente, dalla Vergine del Sacro Monte all’Addolorata di san Vittore. E la Regina della Pace di Medjugorje è stata accolta con pari gioia e amore: è la Mamma di tutti, da sempre dolcezza, conforto e speranza in ogni momento della nostra vita».

Perché date questa dimensione ai vostri incontri annuali di Varese?
«Non tutti i fedeli per diverse ragioni possono recarsi in pellegrinaggio in Eregovina e allora noi portiamo un po’ di Medjugorje qui, con la parola e la preghiera delle veggenti, in particolare Marjia che ci conosce bene da anni e poi con riti e con uomIni della Chiesa di grande cultura , con laici dello stesso spessore che danno testimonianze eccezionali. Aumentano così in tutti conoscenza e consapevolezza, da questi incontri usciamo rafforzati come cristiani e come persone. E anche i momenti di intrattenimento sono nel segno della fede e della serenità».

Problemi per il quarto incontro?
«I tecnici dovranno lavorare di notte perché il palasport ospiterà manifestazioni sportive,anche sabato sera. I servizi saranno assicurati come negli scorsi anni, compresi i collegamenti con pullman alle stazioni; tempi e contenuti del programma seguiranno schemi collaudati. Abbiamo tutti voglia di ritrovarci per una grande preghiera collettiva da rivolgere alla Madonna. Per noi e per la nostra,anzi la sua, città. Una giornata intera di parole di vita, di preghiera, di silenzi, di meditazioni, di confessioni e comunioni. Indubbiamente a Masnago c’ è modo e modo di essere ultras».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2014
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