Un’altra meridiana persa per sempre

Roberto Baggio, esperto di gnomonica varesino segnala un grave danno per un restauro a dir poco invasivo su una meridiana di Cadero, nel comune di Veddasca

In questi giorni ho ricevuto segnalazione di quanto fatto ad un quadrante solare sulla chiesa di Cadero, Comune di Veddasca. L’ho saputo da pochi giorni, ma pare sia stata un’operazione eseguita parecchi mesi fa e nessun mezzo di comunicazione ne ha mai parlato.
Si tratta dell’ennesimo scempio compiuto su una delle meridiane più significative della provincia!
E’ difficile trovare una giustificazione ad un “restauro”
così invasivo. Chi ha messo mano a quest’opera di eccezionale valore storico e scientifico ha irrimediabilmente compromesso le palesi tracce esistenti che collegavano questo strumento a quello restaurato 8 anni fa a Campagnano, frazione di Maccagno, Chiesa di S. Martino, a pochi chilometri di distanza. (leggi qui – Il restauro di Maccagno)

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Restauro della meridiana di Campagnano 4 di 12

Si è ignorato l’epoca (fine 700), l’autore: Francesco Luini gesuita luinese, astronomo tra i più importanti dell’epoca, docente di matematica all’università di Pavia, contemporaneo e collega di Ruggiero Boscovich, cofondatore del Osservatorio Astronomico di Brera,. Si è ignorata la presenza, appena sotto il cartiglio, di un altro quadrante (meno male che non ci si è messo mano…). Sono state cancellate le palesi tracce, ancora ben leggibili, della numerazione delle ore italiche e babiloniche. E’ stato cancellato il cerchio orario numerato attorno allo gnomone che indicava le ore francesi con cadenza di cinque minuti.
In sostanza: una bella rasatura della parete e…giù una bella mano di “marroncino chiaro con una punta di rosato”; a quel punto si sono ricalcate un po’ di linee che si intravedevano sotto e si sono riportati un po’ di numeri…Una pagina di Storia stracciata e gettata nel cestino!
Allora, delle due una: o questi strumenti non servono più, sono inutili e confondono le idee sul tempo…tanto ormai l’ora l’abbiamo in macchina, sul computer, al polso, sul telefonino e sul microonde e quindi scrostiamoli e pitturiamo per bene i muri così da pulirli per benino…oppure li restauriamo come dio comanda, rendendoci conto del loro valore storico, artistico e sociale.
Altrimenti meglio lasciarli stare, non toccarli ed attendere tempi migliori, non solo in termini economici ma e soprattutto culturali nella speranza che, il tanto auspicato sviluppo turistico della zona, avvicini persone più preparate e colte, in grado di recepire l’importanza di queste opere e non solo il “bel panorama” sul lago che si scorge dandogli le spalle: meglio un continuo lento degrado piuttosto che un’improvviso quanto improvvido “restauro”!
In ogni caso, non si mette mano a questo bendiddio, senza chiedersi chi lo ha realizzato, quando e  perché!
Posso chiedermi/chiedere se l’Ufficio tecnico del Comune è stato, quanto meno, avvisato? O è stato “consenziente” ?
Si può sapere se in Curia sanno ciò che è stato fatto? Se qualcuno ha avvisato la competente Soprintendenza la quale, quando interpellata, non solo si rende disponibile ma collabora fattivamente ai lavori? 
Mi piacerebbe anche sapere se l’intervento è pure costato dei soldi o se bisogna anche ringraziare la buona volontà del hobbista di turno che ha lavorato ”a gratis”… per la Parrocchia.
Hai voglia prepararci per l’EXPO 2015 (occasione unica per il rilancio del nostro Bel Paese, con milioni di visitatori…, con le nostre bellezze artistiche e paesaggistiche, con le sinergie…, e tutte queste belle storie), se siamo i primi a non riconoscere la straordinaria importanza di ciò che i nostri avi hanno disseminato in giro per i nostri paesi, anche i più (apparentemente) insignificanti o fuori mano!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 febbraio 2014
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