Univa non vede segnali di ripresa

I dati dell'analisi congiunturale degli industriali rivelano che non ci sono segnali consistenti e continui per dire che l'economia tornerà a crescere. Brugnoli: «Le imprese manifatturiere sono cambiate, il Paese no»

«I nostri dati non confermano il segnale di una ripresa, manca la consistenza e la continuità di questi segnali». I dati a cui si riferisce Paola Margnini, dell’Ufficio studi di Univa, sono quelli dell’indagine congiunturale condotta sui settori metalmeccanico, tessile abbigliamento, chimico e farmaceutico e gomma-plastica, ovvero i distretti più importanti di questa provincia. Il giudizio negativo che scaturisce dall’isteria dei grafici e dai numeri dell’analisi, non ha impedito però agli industriali varesini di affrontare in modo aperto il  tema più importante del momento: il cambiamento, già in atto in molte aziende e nel mondo. L’indagine infatti incrocia la visione macro, che analizza fenomeni globalizzati come le Torri gemelle, l’ingresso della Cina del Wto, la grande crisi del 2008, con quella micro che da quei fenomeni viene influenzata, obbligando le imprese a una metamorfosi nel modo di produrre e di organizzarsi.
C’è poi un ritardo tutto nostrano che l’analisi degli industriali evidenzia in modo impietoso per spiegare le ragioni della maggiore sofferenza delle nostre imprese rispetto a quelle degli altri paesi europei: in dieci anni l’Italia ha cambiato 6 governi, con un ciclo elettorale così breve che ha impedito di mettere in campo politiche industriali degne di questo nome, la pressione fiscale è la più alta d’Europa, il costo dell’energia è salito così come è salito il costo del lavoro. «Il cambiamento in questi 10 anni delle imprese – ha commentato Giovanni Brugnoli, presidente di Univa – non si è mai fermato, lo stesso non si puo’ dire del sistema-paese che si è contraddistinto per l’immobilismo di fronte alla metamorfosi del mercato e delle aziende».

Il sentimento delle imprese varesine – Solo il 19% degli intervistati ha dichiarato un miglioramento dell’andamento della produzione, mentre il 49% ha registrato una flessione. Sulle aspettative per il 2014 il 70% prevede livelli stabili di produzione senza incrementi. Stabili anche gli ordinativi per il 56% degli intervistati, in calo per il 28%, in aumento per il 16%. Pur avendo ancora il segno più il saldo della bilancia commerciale (+11,2), l’export, da sempre punto di forza dell’economia varesina, ha fatto registrare nel 2013 una contrazione (-0,1 %). Dei cinque settori presi in considerazione, solo quello della gomma-plastica realizza un + 1,2 %. È in contrazione l’export verso la Svizzera (-13,3%) e quello verso l’area Ue (-3,5%). Anche le importazioni fanno registrare un segno meno (-7,4). Sul fronte degli investimenti solo il 58% ha programmato per il 2014 di investire come l’anno precedente.

Mercato del lavoro
– Nel 2013 le ore di cassa integrazione autorizzate scendono a quota 32 milioni, con una riduzione complessiva del 5,5% rispetto al 2012. Cala la cassa integrazione ordinaria (14,1%), diminuisce anche la cassa integrazione in deroga (-40,7%), mentre cresce del 17% la cassa integrazione straordinaria (+17%).

Il manifatturiero è cambiato – Tra il 2001 e il 2011 il sistema manifatturiero ha perso 3.018 imprese locali per un totale di 28.360 addetti. Nonostante questa emorragia (soprattutto nel settore tessile, della carta e stampa e riparazione manutenzione ed installazione), le 9.106 unità produttive esistenti sono ancora l’elemento trainante dell’economia provinciale, in grado di dare lavoro a 95.527 persone, il 35% degli addetti complessivi della provincia che sono 274.020.
«Non tutto il manifatturiero è però nel manifatturiero» ha sottolineato Margnini, nel senso che c’è una quota di addetti che non compare in quel settore per via del cambio di organizzazione produttiva delle imprese, sempre meno verticalizzate. «Un sistema alternativo a questo non c’è – ha concluso Brugnoli -. Il nostro manifatturiero è ancora di gran lunga quello trainante».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2014
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