Vigilia rovente per lo sciopero dei dipendenti comunali

Lunedì i lavoratori del comune incroceranno le braccia astenendosi dal lavoro per 3 ore. Ma nelle ultime ore stanno salendo i toni dello scontro con la grande -e importante- incognita dell’adesione

Quando le porte degli uffici si chiuderanno, venerdì sera, nessuno è in grado di dire se (e quante) si riapriranno regolarmente lunedì mattina. E’ infatti quella la data scelta dai sindacati per incrociare le braccia e rivendicare maggiori attenzioni da parte degli amministratori. Anche se lo sciopero durerà solo tre ore (qui i dettagli per i singoli uffici) la posta in gioco è molto più alta: sarà infatti un banco di prova molto importante per valutare gli equilibri tra gli oltre 400 lavoratori del comune e l’amministrazione. Una prova di forza per la quale la posta in gioco è salita nelle scorse settimane dopo l’invito ad una maggiore consapevolezza della crisi in corso rivolto dall’assessore Mario Cislaghi ai lavoratori. Un appello duramente contestato dai sindacati ma che alla vigilia dello sciopero l’assessore conferma in ogni singola parola. «Facciano pure lo sciopero -afferma Cislaghi- ma sappiano bene che noi sui contratti siamo totalmente in regola e che proprio per questo non abbiamo al momento nessuna necessità di incontrare i sindacati». Una battaglia che, secondo l’assessore, non dovrebbe neanche esserci poichè «quest’anno è stato incrementato di 83.000 euro il fondo per la produttività, portandolo oltre il mezzo milione» a quota 508.000 euro. Anche l’amministrazione è comunque consapevole del problema della carenza di personale «ma non c’è modo ad oggi per aggirare le regole e assumere altri dipendenti».
Secondo Cislaghi, quindi, il muro contro muro altro non sarebbe che «un problema interno alle rappresentaze sindacali più che per i contratti» e proprio per questo nelle sue previsioni lo sciopero non dovrebbe avere una grande eco. Di diverso avviso sono però alcuni sindacalisti che sono pronti a scommettere su una adesione intorno all’85%. Basterà aspettare lunedì per sapere chi ha ragione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2014
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