Te la do io la stampante 3D

Apre nella città giardino il primo negozio che vende stampanti 3D. Un'idea azzardata che sfida il mercato e, oltre ai propri prodotti, offre conoscenza.

Pavimento in parquet, mobili di cartone e un logo essenziale: un albero su sfondo verde.
In effetti, a fronte di tante attività commerciali che hanno chiuso i battenti, per Varese l’apertura di Comingtools, il negozio che vende stampanti 3D in piazza XX settembre, è una boccata d’ossigeno. Non tanto, o meglio non solo, per i prodotti che vende, stampanti e mobili "green" appunto, quanto per l’idea di offrire una serie di servizi e di corsi per chi voglia avvicinarsi a questo mondo. Una suggestione che, dopo il Faberlab di Tradate, trova ora spazio anche a Varese.

Siamo andati a conoscere due dei sei soci di questa piccola Srl per capire il loro progetto.
«Riassumere in due parole questo posto? Innovazione ed ecologia – dice Lorenzo Migliarini, 29 anni e una passione per le bmx – vogliamo superare l’idea della semplice vendita di un prodotto. Qui, oltre all’aspetto commerciale, una buona fetta del business la fanno i corsi di formazione e l’assistenza dalla A alla Z al nostro cliente».

Comingtools, letteralmente "prossimi strumenti", organizzerà corsi sull’utilizzo delle stampanti 3D. Come si sposa la formazione con l’attività commerciale?

«È semplice, chiunque abbia voglia di stamparsi un pezzo può venire qui e, pagando una tariffa oraria, può stamparlo con una delle nostre macchine. Lasciamo scegliere al cliente se preferisce seguire ogni fase del progetto o se vuole stamparlo e basta. Per quanto riguarda i corsi di formazione, a breve partirà quello di base e poi uno più avanzato in cui spieghiamo tutti i processi di stampa 3D».


Una bella scommessa. Credete che il mercato sia maturo per questo genere di attività?
«Ci vogliamo provare. Abbiamo molta fiducia nel nostro progetto. Ti dico solo che ho mollato un contratto a tempo indeterminato per Comingtools. Poi c’è un altro aspetto che ci ha spinto a credere in quest’idea…».


Quale?

«L’universo dei makers è in continua espansione e oggi le due comunità più grosse al mondo sono a Milano e a New York. In questo settore ci sono delle competenze specifiche che vanno ampliate continuamente e che ci hanno spinto a vedere cosa stava succedendo a Roma e a Milano, dove le comunità di quanti lavorano con questi nuovi strumenti sono più strutturate e organizzate e abbiamo capito che ne valeva la pena».

Torniamo al negozio, puoi dirci qualcosa in più dei prodotti che vendete?
«Tutto qui è made in Italy, sia le stampanti prodotte da un’azienda di Nibionno, in provincia di Lecco, sia i mobili in cartone naturale, completamente riciclabili, prodotti da una ditta di Treviso. Il filo conduttore che lega le stampanti con i mobili è proprio quello di essere ecosostenibili»

I mobili sono di cartone, ma per stampanti ecosostenibili cosa intendi?
«Le nostre macchine stampano in PLA un materiale che deriva dal mais e dalla colza, quindi completamente riciclabile».

Che prezzo hanno queste stampanti?
«Si parte da un minimo di mille euro fino ad arrivare a un massimo di 2mila».

Cosa vi aspettate per il futuro di Comingtools?

«Per il momento siamo molto soddisfatti di come sono andate le prime due settimane, poi siamo riusciti a portare a casa i primi progetti, due prototipi: uno per un designer e uno per un’azienda che lavora materie plastiche».

Quindi anche le aziende si sono accorte di voi?
«Ce lo auguriamo. In questo settore le opportunità sono davvero infinite e c’è ancora tantissimo spazio per fare. Ovviamente chi ha bisogno di una precisione millimetrica si rivolge a una altro tipo di prodotto, ma per chi ha voglia di scoprire questo mondo, piuttosto che di aggiornarsi, può venire a trovarci, aziende incluse». 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 aprile 2014
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