Vi racconto come nasce la mia casa incantata

Intervista a Lino, il proprietario della "casa illuminata" di Leggiuno, vera attrazione del paese da almeno quindici anni. "Le prime luci? Le ho comprate in Brasile" e poi...

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La casa illuminata 4 di 5

Lino era in Brasile a godersi una vacanza quando, passando davanti a un negozio, s’è imbattuto in una svendita: 100 luci di Natale a un dollaro. Offerta interessante, ha pensato. E ha comprate diecimila lampadine per 100 dollari. 

Il signor Lino ha poi riempito una grande valigia ed è tornato a casa, una bella, grande casa con giardino a Leggiuno. E a Natale ha usato le lampadine per addobbare l’esterno della sua villetta. Tutto questo accadeva quindici anni fa, da allora le luci sono diventate tantissime, qualche migliaio, e la casa di Lino Betti si è trasformata in una delle attrazioni principali nei giorni di Natale.
Leggiuno quest’anno ha avuto tutto il successo che si merita: l’illuminazione dell’oratorio, il presepe, il bosco incantato sono stati meta di un vero pellegrinaggio turistico che è andato oltre ogni aspettativa. Solo a Santo Stefano i visitatori sono stati quasi diecimila.
E poi c’è la “casa illuminata” che incuriosisce tutti quelli che, lasciandosi l’oratorio alle spalle, imboccano una stradina buia che sbuca su villa-Betti.

«Quando 15 anni fa ho cominciato a sistemare le luci sulla casa non avevo un progetto preciso, è cresciuto nel tempo ed ha contagiato il paese – spiega Lino Betti, 65 anni, oggi pensionato “felice” – Ogni anno aggiungo luci, alcune le rinnovo,  è un piacere cui non posso più rinunciare». 

Quanto ci vuole ad addobbare una casa intera con piccole luci di Natale, giardino compreso?

«Dieci giorni soltanto, non molto quindi, e faccio tutto da solo. Poi a feste concluse, smonto gli addobbi e metto via per l’anno dopo». 

E, a parte le luci “brasiliane” le altre da dove arrivano?

«Le acquisto all’ingrosso, da ditte specializzate, non potrebbe essere diversamente. E alcune su Internet, mi aiuta mio figlio Fabio che è più bravo e capace di me».

Quanto consumano tutti questi led luminosi?

«Quelle dell’oratorio nulla: sono alimentati dai pannelli solari. Quelli di casa mia ho fatto un calcolo approssimativo, ma direi circa un chilowatt all’ora che moltiplicato per le sei ore in cui stanno accesi direi circa due euro al giorno. Non molto no?».

Lino è felicissimo di come stanno andando le cose: «Arriva gente da tutta la provincia. Il consumo del vin brulè lo dimostra: quest’anno è raddoppiato. E’ un piacere passeggiare in incognito in mezzo alla gente ed ascoltare i commenti, vedere le facce sorprese di chi guarda la mia casa dal cancello. E’ una soddisfazione enorme».

Cosa sarà ad attirare così tanta gente? La voglia di magia? Lino una risposta l’ha avuta: «Una cosa mi ha sorpreso quest’anno – dice – Abbiamo predisposto un bauletto dove mettere le lettere a Gesù Bambino. Ebbene, ogni giorno raccogliamo una borsa della spesa piena di bigliettini scritti da adulti: sono sogni, desideri, speranze. Mai ci saremmo aspettati una cosa del genere: è nato come un gioco e invece la gente ci ha messo l’anima e il cuore».

E i bigliettini dove andranno? «Li conserva tutti Don Walter. Sono i sogni delle persone passate da Leggiuno. Vanno custoditi come un bene prezioso».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 dicembre 2014
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