Allarme sulla Stazione spaziale, equipaggio al sicuro

Potrebbe essere un falso allarme quello scattato questa mattina all'interno della Stazione spaziale internazionale a bordo della quale c'è anche l'italiana Samantha Cristoforetti

Potrebbe essere stato solo un falso allarme quello scattato oggi, mercoledì 14 gennaio, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. A confermare l’ipotesi è Bernardo Patti, responsabile dell’Iss per l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, sentito dall’Ansa. 
Questa mattina un malfunzionamento nel circuito dell’ammoniaca a bordo della Stazione aveva costretto l’equipaggio a spostarsi all’interno del segmento russo della Iss. L’ equipaggio, composto da sei persone, quattro uomini e due donne tra cui l’italiana Samantha Cristoforetti, si è spostato all’interno del modulo russo, chiudendo il portello che lo separa dal modulo americano.
Frank de Winne, capo degli astronauti dell’Esa, ha detto all’Ansa che in caso di necessità gli astornauti ”hanno tutto ciò che serve per trascorrere anche un lungo periodo” all’interno del modulo russo. 

«Al momento – ha detto ancora De Winne all’agenzia di stampa italiana – non ci sono ipotesi sulle possibili cause del guasto non ci sono conferme che sia avvenuta una perdita di ammoniaca, sono in corso controlli su tutti i sistemi e la squadra dei tecnici sta lavorando a pieno ritmo. L’eventuale perdita di ammonica, inoltre potrebbe riguardare l’interno o l’esterno della Stazione Spaziale: per questo bisogna monitorare i dati di tutti i sistemi. Non sappiamo quanto potrà durare questa analisi». Nel caso in cui dovesse arrivare la conferma di una fuga di ammoniaca all’interno della stazione orbitale, si potrebbero configurare scenari di gravità diversa. «Tutto dipende dalla quantità di ammoniaca liberata. Nel caso di un basso livello – ha continuato De Winne – gli astronauti potrebbero avere delle irritazioni. Lo scenario peggiore è invece l’esposizione ad alti livelli di ammoniaca: in questo caso la situazione sarebbe molto seria e critica».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 gennaio 2015
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