Arte e poesia alla casa museo di Herman Hesse

La casa dove visse il famoso scrittore, oggi è un museo che raccoglie i suoi oggetti personali, i suoi libri e il fascino dei suoi romanzi

A chi abita nel Malcantone o nell’Italia che porta al Valico di Ponte Tresa è capitato spesso di passarci vicino ma in pochi sanno, anche tra quelli che conoscono bene l’opera del romanziere tedesco-svizzero, che quella è la terra di Siddharta, il figlio del bramino, protagonista di uno dei più bei romanzi del XX secolo. Proprio in cima alla salita della Piodella, sulla cantonale che da Agno porta a Sorengo e poi a Lugano Hermann Hesse scelse infatti di vivere a partire dagli anni Venti del secolo scorso. 

Se è vero che che la fantasia di Hermann Hesse ha attinto dai suoi viaggi in Indonesia o dai ricordi orientali della madre, per redigere il suo “poema indiano”, è anche vero che i boschi di Siddharta, sì i boschi, siano anche quelli della periferia di Lugano.

Chi può pensare la tomba del “guru di Montagnola” posta a qualche centinaio di metri dalle colonne di auto dei frontalieri ? Invece è vero, lì riposa, e solo poco più su ha abitato per quarant’anni, il Nobel per la Letteratura del 1946.

C’è l’arte al Museo Hesse di Montagnola, ma c’è soprattutto l’artista e più ancora il poeta, mantovano pure lui, che scelse i boschi del basso Ticino ed un Lago per lasciarsi tutta la sua vita precedente alle spalle, compresa moglie e figli, per morire a se stesso e rinascere, più poeta e più scrittore di prima.

C’è anche in Hesse qualcosa del Thoreau dell’Ottocento americano, c’è il professor Keating, c’è l’estremo lembo orientale di Lombardia, tra Mantova ed il Po: i boschi e i rami, come ben si comprende nel film prodotto dalla RSI che il Museo di Montagnola offre in visione a tutti gli ospiti; anche nel momento della morte di Hesse si percepisce qualcosa di immortale, che è anche, ma non solo, Sant’Agostino. C’è qualcosa di più antico, di più lucente, di più umido. C’è la manina di Dante Carducci. C’è la lingua latina, l’unica Verità che lo scrittore di Calw sosteneva di aver appreso a scuola.

Il Museo Hesse, in centro a Montagnola (Ch), non è dunque solo una collezione di oggetti, di libri, di acquerelli, c’è un percorso suggerito per le nuove generazioni di artisti e letterati, una sorta di solco, di taglio, lasciato da un uomo che ha trasformato la sua grande crisi esistenziale del 1921 in un capolavoro di saggezza; sarà stato il torrente Vedeggio, quello che costeggia l’Ufficio Stranieri di Agno, il Fiume che ha ispirato il Siddharta ? Impossibile sostenerlo, ma è verosimile e suggestivo crederlo.

Il museo Hesse, sviluppato su quattro piani all’interno della Torre Camuzzi, ospita tradizionalmente nella sala più alta le mostre di arte contemporanea che la Fondazione accoglie; da settembre 2014, e fino al 1 febbraio, sono qui esposti gli acquerelli de “L’ultima estate di Klingsor illustrata da Sighanda”, un’esposizione tematica molto ben curata dall’artista e da Matteo Genini.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2015
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