Bentornata Greta

Il racconto di una giornata da lupi, finita davanti a un disarmante sorriso

E’ arrivata col buio, alla fine di una giornata da lupi.
La compagna di disavventure Vanessa era già arrivata da ore, nella sua Verdello, in provincia di Bergamo.

I giornalisti assiepati davanti a casa sua a Gavirate -bagnati come pulcini ma determinati a non mollare la posizione dopo cosi tante ore di attesa –  lo sapevano, attendevano, temevano che avesse cambiato progetti, che li stesse evitando.  
Il tempaccio ne provava la pazienza, e anche la buona predisposizione. "Chissà cosa si crede, e insomma la stiamo aspettando al freddo, cosa le costa farsi vedere un attimo?".
 
Poi, alle sette di sera,  Greta arriva accompagnata in macchina e entra nella villetta, disarmando tutti con il suo sorriso timido.  Ribadisce, accanto a suo fratello Matteo, che si è scusata con i suoi per tutto il dolore che ha loro recato, racconta in poche parole quanto desidera ringraziare la Farnesina, l’unità di Crisi, tutti quelli che le sono stati accanto in momenti delicatissimi. Parla con un sorriso timido ma fermo, come tutti cuori caldi che hanno fatto una cosa più grande di loro, in cui credevano e continuano a credere, e l’hanno pagata con tutti gli interessi. Dice che non tornerà in Siria, che ora è troppo pericolosa, ma che è importante aiutarli da qui.  Ha una voce flebile, il viso pallido e l’aria timida ed educata: tutto il contrario di una che vorrebbe mettersi in mostra o di una incosciente invasata di ideologia come tanti la dipingono.

Ma si allarga in un sorriso vero solo quando sente un sincero “bentornata”, e capisce di essere di nuovo a casa, non più in un posto ostile. E in quel momento, in quel grazie sereno pronunciato un po’ più forte dietro alla bandiera italiana, e a quel sorriso tenero e disarmante, ci siamo accorti – dopo un pomeriggio umido e gelato di accidenti al meteo, di battito di denti, e di continuo domandarsi “ma chi me lo fa fare” da parte di tutti i giornalisti e fotografi, in fondo innanzitutto dei lavoratori a cottimo – che non pioveva più.
Tutto era finito. Davvero. 

Bentornata Greta: siamo sicuri ora, da quel tuo sorriso, che farai tesoro della tua esperienza, e diventerai una persona ancora migliore. Con la stessa determinazione di prima e la tempra e la saggezza che regalano solo le esperienze più dure.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2015
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