Birighitti: “Voglio crescere con il Varese per riprendermi la nazionale”

Il giovane portiere oriundo si è allenato agli ordini di Bettinelli. Padre bergamasco, madre siciliana, ha già vestito la maglia dell'Australia ma spiega: "Per tornare nei Socceroos devo far bene in Europa"

É atterrato nel paese dei suoi sogni e delle sue origini, e subito si è messo i guanti per il primo allenamento con i nuovi compagni. Mark Birighitti, portiere australiano con passaporto tricolore, si è unito al Varese stamattina – mercoledì 28 gennaio – per lavorare agli ordini di Stefano Bettinelli e di tutto lo staff biancorosso al centro sportivo del Bosto a Capolago, accanto agli altri estremi difensori della squadra, Perucchini e La Gorga.
23 anni, già nel giro della nazionale “cangura”, Birighitti ha immediatamente sfruttato la chiamata del Varese inoltrata dal suo procuratore per provare a farsi largo nel calcio del Vecchio Continente. «Guardo da sempre all’Italia e al suo campionato, tifo Juve fin da bambino e il mio modello e idolo assoluto non può che essere Gigi Buffon» racconta in un buon italiano Mark, al termine dell’allenamento.

I Birighitti, spiega, sono da sempre appassionati di calcio: «Ad emigrare in Australia furono i miei nonni che ancora vivono là; quelli paterni arrivano da Bergamo, quelli materni sono siciliani. Mio nonno giocava a pallone, ha trasmesso la passione a mio papà che è stato portiere a livello locale e poi ha portato me al campo, da bambino. Ed eccomi qui». In Italia però, Birighitti non aveva ancora messo piede: «Ho fatto alcuni provini in Europa: tre anni fa in Olanda e due anni fa in Germania, ma con le squadre italiane non c’erano ancora state trattative. Poi è arrivato il Varese e ho colto al volo l’occasione: mi sono informato il più possibile via internet sulla società, sui compagni, sulla città che mi è subito piaciuta. Ho scoperto anche che qui vicino (a Gavirate ndr) c’è il centro del nostro ministero dello sport di cui non conoscevo l’esistenza, pur avendo frequentato l’AIS (Australian Institue of Sport) nel mio Paese. Certo, ho visto anche la classifica che non è semplice, però mancano ancora tante partite e c’è il tempo per provare a risalirla. Spero di dare una mano in questo senso».
Chiamato a descrivere il suo modo di stare tra i pali, Mark spiega: «Mi ritengo un portiere “aggressivo”, abbastanza capace con i piedi e abile nelle situazioni di “uno contro uno” di fronte all’attaccante. In genere cerco anche l’uscita sulle palle alte. Detto questo sono qui a Varese per provare a giocare, anche se so di avere la concorrenza di due buoni portieri con cui ho iniziato a lavorare quest’oggi. La vicinanza e la capacità del preparatore Stefano Ciucci però potrà far innalzare il mio livello».
Birighitti ha già una presenza ufficiale con la casacca dell’Australia (contro la Cina), è stato convocato per le qualificazioni ai Mondiali del Brasile ma non è stato chiamato per la Coppa d’Asia in corso di svolgimento in queste settimane. Anche per questo ha scelto di volare in Europa: «Ormai qui giocano diversi portieri australiani tra cui quelli che ora sono in Nazionale. Ho capito che se voglio tornarci devo crescere qui e anche per questo motivo ho accettato di buon grado la chiamata da parte del Varese».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2015
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