Cambio franco-euro: festeggiano commercianti e frontalieri

La parità tra le due monete porterà benefici al commercio locale che tornerà a vedere gli svizzeri nei negozi di confine e ai frontalieri che si vedono aumentare lo stipendio. L'assessore Esposito: "A lungo termine non solo benefici"

L’eliminazione della soglia minima per il cambio tra franco svizzero ed euro sta provocando una serie di reazioni a catena tra lavoratori, commercianti, politici residenti lungo la fascia di confine. Esultano i frontalieri che si vedono aumentare lo stipendio di circa il 20% grazie alla svalutazione dell’euro, esultano i commercianti che si preparano a tornare ai vecchi tempi della lira quando gli svizzeri venivano a riempire i carrelli e i bauli delle auto di spesa, esultano gli amministratori dei comuni di confine che dall’anno prossimo vedranno aumentare i ristorni dei frontalieri. 

L’assessore al Commercio di Lavena Ponte Tresa Francesco Esposito fa una prima analisi a caldo di quello che sta avvenendo e delle ripercussioni, non solo positive, che la parità (o quasi) tra euro e franco porterà in un territorio fortemente influenzato dalle dinamiche di confine: «A breve termine non c’è dubbio che le ripercussioni di questa decisione della Banca Nazionale Svizzera porterà dei benefici in primis alle attività commerciali del nostro territorio – spiega Esposito – per gli svizzeri tornerà ad essere conveniente la spesa in Italia e, per certi versi, sarà meglio dei tempi della lira perchè sostanzialmente è come se attualmente un franco valesse 2 mila lire. Altro aspetto positivo, a breve termine, è la rivalutazione degli stipendi dei frontalieri (già più alti della media italiana, ndr) di circa il 20% e molti vivono in questo territorio con tutti i benefici del caso. Positivo l’effetto anche sui ristorni dei frontalieri che ogni anno la Svizzera versa ai comuni di confine». Basti pensare che, negli anni scorsi, il comune di Lavena Ponte Tresa lanciò l’iniziativa "franco d’oro" e inventandosi una sorta di parità franco/euro nei negozi.

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Il lato negativo di questa faccenda è tutto da valutare sul medio e lungo periodo: «Il rafforzamento del franco – spiega ancora Esposito – creerà una contrazione dell’export per le aziende di oltreconfine. Questo potrebbe influire sull’occupazione e, quindi, sugli stessi lavoratori frontalieri che oggi festeggiano un inaspettato aumento dello stipendio». Esposito, infine, guarda con preoccupazione a cosa sta succedendo agli uffici di cambio: «Oggi hanno mantenuto il cambio a 1,20, qualcuno ha chiuso, altri non acquistano euro – conclude – attendono di capire come si assesterà il cambio nei prossimi giorni. Vedremo come andrà».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 gennaio 2015
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