D’Erasmo degli Afterhours: “Vi presento il nostro nuovo tour”

Il violinista della storica band racconta "Io so chi sono", la tounrèe che debutta domani (giovedì 29 gennaio) al Teatro Condominio

"Io so chi sono" Afterhour il tour teatrale parte da Gallarate Parte dal Teatro Condominio di Gallarate il nuovo tour degli Afterhours. La data zero è in programma per domani (29 gennaio) e vedrà in scena con uno spettacolo di luci, immagini, suoni, canzoni, suggestioni e parole sul tema dell’identità.
Una sorta di introspezione, dialogo e riflessione aperta con il pubblico su una tematica sempre centrale per la band, ma forse ora più che mai.

La decisione di Giorgio Ciccarelli e Giorgio Prette di lasciare il gruppo, ha messo la band di fronte ad un importante cambiamento che, per natura delle cose, torna ad indagare anche sull’identità di una formazione storica. Il pubblico è quindi invitato a far parte di uno spettacolo, che non a caso prende il titolo di "Io so chi sono", dove si mischiano brani di narrativa e poesia contemporanea, letti e sonorizzati dalla band. Nella seconda parte dello spettacolo invece, una scaletta di pezzi storici come "Ossigeno", "Baby Fiducia", "Bianca", "Dentro Marilyn", "Strategie", assenti da anni dai live.
Sul palco Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Xabier Iriondo e Roberto Dell’Era saranno accompagnati dai nuovi membri Fabio Rondanini (Calibro 35) alla batteria e Stefano Pilia (Massimo Volume) alle chitarre e al contrabbasso. Abbiamo parlato di questo nuovo progetto con Rodrigo D’Erasmo, violino della band dal 2008. 

Cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo spettacolo teatrale? 
«Siamo molto curiosi e molto carichi per questa nuova avventura. E’ uno spettacolo molto intenso e vario che abbiamo costruito intorno al tema dell’identità, quella del paese, del singolo ma anche della band. Siamo in una fase di trasformazione e, come tutte le volte che ci siamo trovati di fronte ad un cambiamento, il tema dell’identità è centrale. Sarà uno spettacolo di musiche, luci, video che si apre ad un dialogo immaginario e non. La scaletta sarà un excursus, dai testi del passato a quelli più recenti. Sarà bello portare testi che non eseguiamo dal vivo da tanto tempo e sarà bello farlo con una formazione nuova, vedere come questi vengono riletti»

Quali credi che possano essere le parole e le emozioni per raccontare il nostro paese oggi? 

«Per questo spettacolo abbiamo fatto una cernita di brani da leggere, creando una traccia che permetta al pubblico di seguire lo spettacolo. Sono letture che sviscerano l’identià nostra e di questo paese, cercando di aprire un dialogo con il pubblico. Abbiamo scelto il brano di Gramsci, "Odio gli indifferenti", testo attualissimo di grande decadenza, involuzione, disagio. Quel testo è emblematico e tocca un tema sul quale ci piace riflettere, anche con il nostro pubblico. Credo che l’artista abbia il ruolo di agitatore culturale e questo è un modo per farlo»

Giorgio Ciccarelli e Giorgio Prette hanno lasciato il progetto. Credi che sia naturale dopo tanto tempo guardare ad altri progetti?

«Sì, credo sia naturale. Si vivono tanti anni insieme ed è normale che, ad un certo punto, si sentano necessità diverse. Le band sono un meccanismo bello ed incredibile, sono un mistero che mi affascina costantemente perchè vivono su equilibri appeso ad un filo. Ogni band è un crogiuolo di problemi di diverso tipo, dalle esigenze personali ai giudizi differenti sulle scelte professionali. Stare insieme per molti anni è già un successo. La band ha vissuto tanti cambiamenti dalle quale ne è uscita sempre rinnovata, non meglio o peggio di prima, ma rinnovata. In questo momento non c’è spazio per la nostalgia, probabilmente ci sarà un domani. Adesso pensiamo a questo nuovo tour, siamo curiosi di tornare nei teatri, di dialogare con il pubblico in modo diverso rispetto a quello che offrono spazi diversi»

Il tema dell’identità, in modi differenti, è stato sempre affrontato dagli Afterhours…
«Trovare la propria identità è una chimera per chiunque. Provare a farlo ed avvicinarsi ad esse una dovere. Credo che sia fondamentale cercare sempre qualcosa di differente da un punto di vista creativo, non fermarsi mai. Essere inquieti e in movimento è un bene e un male ma è spesso la caratteristica dei grandi. Si cambia nel pensiero, è questo quello che influenza il lavoro artistico. Gli Afterhours sono questo, seguiamo la spinta di cercare sempre qualcosa di nuovo. Caratteristica che ci accomuna anche con i nuovi membri della band»

C’è già in lavorazione un nuovo disco?
«Sì, non so ancora che direzione prenderà ma appena finito questo tour ci fermeremo per una pausa creativi e di scrittura. Durante un tour capita di prendere appunti, di fermare un’immagine, di registrare qualche strofa sul cellulare ma vedremo cosa nascerà».

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Le altre date del tour 
29.01 GALLARATE (VA), Teatro Condominio (data zero)
31.01 ROMA, Auditorium Conciliazione
01.02 COMO, Teatro Sociale
02.02 LA SPEZIA, Teatro Civico
06.02 MILANO, Auditorium del Conservatorio
07.02 BERGAMO, Teatro Creberg
08.02 TORINO, Teatro Colosseo
12.02 UDINE, Teatro Giovanni da Udine
13.02 BOLOGNA, Teatro Manzoni
14.02 SCHIO (VI), Teatro Astra
16.02 NAPOLI, Teatro Augusteo
17.02 CIVITANOVA MARCHE (MC), Teatro Rossini
21.02 CREMONA, Teatro Ponchielli
23.02 VERONA, Teatro Filarmonico
26.02 MESTRE (VE), Teatro Corso
27.02 FIRENZE, Teatro Verdi
28.02 SENIGALLIA (AN), Teatro la Fenice

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2015
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