Dakar, è partita l’avventura di Diocleziano Toia

Il pilota di Gallarate è l'unico portacolori della nostra provincia nel raid più famoso del mondo. Gareggia su una Ktm privata ed è anche il meccanico di se stesso

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Diocleziano Toia al via della "Dakar" 4 di 11

In passato l’appuntamento con la "Dakar" era molto atteso in provincia di Varese, grazie alla folta partecipazione di moto prodotte da queste parti (la Cagiva ha vinto due volte) o a concorrenti provenienti dalla provincia dei sette laghi. Quest’anno però la partecipazione nostrana al raid più famoso del mondo è decisamente ridotta, e per questo non si può che fare il tifo per Diocleziano Toia, partito a cavallo della sua Ktm per una gara che sarà una vera e propria avventura per quelli come lui. "Diok", popolare in provincia per essere anche un rallysta provetto – su quattro ruote – appartiene infatti a quella folta schiera di partecipanti con spirito decoubertiniano: nessuna possibilità di fare classifica ma grande passione e voglia di sfide su terreni infidi e climi di ogni tipo. «Torno in Argentina per regolare un conto aperto con la sfortuna: sono a credito e voglio riscuotere» ha detto Toia alla partenza dall’Italia riferendosi al ritiro dello scorso anno quando cadde e rimediò una frattura durante la seconda tappa.

Il 40enne varesotto sarà in sella a una Ktm Rally 450 privata, anzi privatissima, visto che il pilota a fine tappa dovrà occuparsi in prima persona anche dell’assistenza, intervenendo per risolvere gli eventuali problemi meccanici della moto. Uno sforzo doppio che gli permette di partecipare all’apposita classifica (il trofeo Malles Moto) e che Toia intende onorare al meglio, anche per ringraziare quegli sponsor (molti dei quali espressione del territorio) che gli hanno permesso l’iscrizione alla Dakar: da Evo+, Garage Tornavento, Cdr Besnate, Open Games, Inox Laghi Cassano, Motoclub Cascinetta, One day Sport e Lmp design. Ma oltre a ringraziare gli imprenditori, "Diok" ha dovuto suo malgrado affidarsi anche a… nomi noti dell’ortopedia come il professor Cherubino e il dottor Ronga, i sanitari che gli hanno ridotto la frattura alla scapola causata da una caduta in allenamento. 
Toia come detto ha alle spalle una solida esperienza rallystica in cui spicca la vittoria al "Laghi" 2008 con Denis Tosetto, ma da diversi anni ha abbracciato anche la passione per le due ruote, prima con le motard e poi con i raid dove, tra gli altri risultati, ha colto un sesto posto al Rally dei Faraoni nel 2012.
Ora la nuova avventura "dakariana" con la prima tappa conclusa al 91° posto tra le moto in 1h42’47", senza troppo forzare visto il recente infortunio. Qualche piccola riparazione alla moto, un controllo alle gomme e poi il riposo prima della tappa numero 2, oltre 500 chilometri in sella da Villa Carlos Paz a San Juan, tutta con il gas aperto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 gennaio 2015
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