Delitto di Venegono: Ris al lavoro e comunità sotto shock

Nella villa dove sono stati uccisi Martino Ferro e Graziella Campello si stanno effettuando i rilievi scientifici. Intanto il paese si interroga: "Due persone normali, senza problemi e serene, non capiamo"

Sono arrivati subito, mercoledì mattina, i carabinieri del Ris di Parma, per indagare sul delitto di Venegono, dove sono stati uccisi due anziani nella loro casa, in via Delle Vigne. 
Sul luogo della tragedia, procedono quindi le indagini che hanno l’obiettivo di capire cosa sia accaduto nella casa dove sono stati trovati morti Martino Ferro, 78 anni e Graziella Campello, 76 anni. A ritrovarli senza vita (la donna in camera, l’uomo in garage) è stato il figlio della coppia, un impiegato di banca che vive a Gornate Olona. Si era insospettito, così avrebbe raccontato agli inquirenti, dal fatto che i genitori non gli rispondessero al telefono. Dopo i primi rilievi scientifici di martedì sera, dopo aver messo i sigilli all’appartamento e sequestrato una Ford Focus ed un’altra auto, mercoledì sono giunti sul posto i carabinieri del Ris di Parma. Le indagini ufficialmente non escludono nulla, ma sarebbe stata scartata l’ipotesi dell’omicidio-suicidio, seguendo invece quella, ormai quasi certa, del duplice omicidio. 

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Le due vittime erano molto conosciute in paese e tutta la comunità è sotto choc per l’accaduto. Martino Ferro era originario del Veneto, ma è venuto nel Varesotto circa 50 anni fa per lavorare. Da sempre impiegato alla Mazzucchelli di Castiglione Olona, era in pensione da diversi anni. Graziella Campello era una casalinga, con la passione per il cucito, accoglieva in casa anche le amiche per poter insegnare loro l’arte del ricamo. 
 
Il vicino di casa Bruno racconta che «erano persone normali come me, ci si trovava al centro anziani di Castiglione e si parlava del più e del meno. Martino lo conosco da sempre, da quando eravamo giovani, mi ha aiutato anche a costruire casa qui vicino. Non so di particolari litigi tra parenti, c’erano come in tutte le famiglie»
Un altro vicino, Sandro è stupito: «L’ho visto domenica in giro, andava a fare l’orto, come me. Ci si è salutati come sempre, una persona serena».

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La signora Franca, invece, conosceva molto bene Graziella: «Siamo quasi parenti, ci univa un’amicizia che andava avanti da anni. Aveva le mani d’oro, sapeva mettere le ali alle mosche. Io venivo da lei per imparare a cucire, si beveva il caffè insieme e si chiacchieravamo molto. L’ho sempre vista come una persona serena e nella sua famiglia non mi sembra ci siano problemi. Erano due bravissime persone. Non saprei proprio dire cosa possa essere accaduto. Sono sconvolta, gli incidenti capitano, ma non si possono ammazzare le persone come i topi»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2015
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