Dopo decenni ecco il primo tratto del “sogno” Pedemontana

Cinque anni di lavori e 1 milione di metri cubi di cemento, per completare la tangenziale di Varese, con la nuova galleria di 2 km. Maroni: «Una grande opera che non si conclude qui».

«Una grande opera che non si conclude qui». Dopo decenni di attesa (l’idea risale a fine anni Cinquanta), arriva a compimento il primo tratto che rientra nel sistema delle autostrade Pedemontane: è la tangenziale di Varese, poco più di 5 km collegati da un lato all’A8 (a Gazzada Schianno), al capo opposto alla già esistente tangeziale varesina, altra opera nata con difficoltà nell’arco ormai di decenni.

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La «mitica Pedemontana»
«Entra in funzione il primo tratto della mitica Pedrmontana, di cui si parla da decenni» ha esordito il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, che qui è un po’ padrone di casa, circondato anche da tanti esponenti leghisti locali, a cominciare dai sindaci (che si devono anche destreggiare tra soddisfazione per l’opera e malumori locali). «Questo tratto serve – ha continuato Maroni – ma bisogna proseguire reso la Svizzera, c’è già un indirizzo in questo senso». «Non è mai facile – ha proseguito Maroni – realizzare opere come queste, sono sempre tanti gli ostacoli da superare, dobbiamo ancora completare le opere di compensazione, le piste ciclabili e gli interventi sul verde ascoltando le richieste giuste e sacrosante degli amministratori locali. Poi ci sono le difficoltà a reperire le risorse economiche necessarie: un complesso di fattori che rende complicato realizzare e completare le infrastrutture. Ma le infrastrutture servono qui in Lombardia, per rendere più accessibile e quindi più competitivo il nostro territorio».

Il pedaggio
Maroni ha toccato anche un nodo problematico dell’opera, quello relativo al pedaggio (che a sua volta è connesso con la sostenibilità economica. «Le polemiche ci saranno sempre, noi abbiamo detto che non ci sarà fino alla fine del periodo di Expo. Stiamo trattando con il governo per prolungare il più possibile l’avvio del pedaggiamento».

Chi c’era, tra i politici
Maroni ha tagliato il nastro insieme a Lara Comi, eurodeputata. C’era l’assessore regionale alle infrastrutture Alessandro Sorte e c’era il predecessore Raffaele Cattaneo, oggi presidente del consiglio regionale. «È stato fatto un lavoro di squadra straordinario: senza l’impegno di Regione Lombardia non sarebbe stato possibile raggiungere questo obiettivo» ha detto Cattaneo. «Siamo riusciti a rompere una parte di quel muro del ghiaccio che abbiamo simbolicamente abbattuto il 6 febbraio 2010».
C’erano i consiglieri regionali Luca Marsico (Forza Italia), Francesca Brianza (Lega Nord), Fabio Rizzi (Ln) e il parlamentare Daniele Marantelli (Pd). Oltre ai tre sindaci dei Comuni direttamente toccati dall’opera, c’erano il sindaco di Varese Attilio Fontana e il vicepresidente della Provincia di Varese Giorgio Ginelli.

L’opera
Il tratto è lungo poco più di cinque chilometri, di cui 2,1 sono costituito dalla galleria a doppia canna che collega il Ponte di Vedano con l’A8 a Gazzada. «10 milioni di metri cubi cavati e riutilizzati,  1 milione mc di calcestruzzo,  7000 operai impegnati complessivamente» ha ricordato Nicola Meistro di Pedelombarda, ringraziando le maestranze ma anche «tutte le persone che hanno dovuto convivere con i nostri cantieri». La sezione inaugurata comprende 4 gallerie artificiali, 3 ponti, 3 viadotti e 3 cavalcavia e 5 sottovia, oltre all’opera principale, la galleria di Morazzone che permette il sotto attraversamento dell’abitato del Comune omonimo.
Marzio Agnoloni, ad di Pedemontana, ha ricordato il contributo degli assessori alle infrastrutture di Regione Lombardia, a partire da Raffaele Cattaneo che ha retto le fila delle opere lombarde per anni, per poi lasciare il ruolo ai successori che (piuttosto rapidamente) si sono avvicendati in questi ultimi anni. Salvatore Lombardo presidente di Pedemontana ha ricordato anche il sacrificio di Costanzo Palmo, l’operaio morto in un incidente sul lavoro proprio nella galleria.

Il finanziamento dell’opera
Agnoloni ha toccato anche il nodo del finanziamento dell’opera, da un lato ricordando le banche (prima tra tutte Banca Intesa) che hanno finanziato, ma anche richiamando la necessità di nuovi impegni: «Impensabile che Cassa Depositi e Prestiti non intervenga, questa è un’opera strategica». «Siamo fiduciosi che chiuderemo il closing finanziario di fine anno» ha aggiunto Salvatore Lombardo, presidente di Pedelombarda. È anche da qui che dipendono i prossimi step di Pedemontana, nelle tratte B1 e B2, tra Brianza e Bergamasca occidentale.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 gennaio 2015
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