Frana di Somma Lombardo, il pm chiede il processo per 15 persone

Secondo la Procura amministratori e tecnici sono da ritenere responsabili, ognuno per la sua parte, del collasso della conduttura che nel maggio 2012 fece franare un costone di collina che si affaccia sul Ticino


Quindici richieste di rinvio a giudizio e una richiesta di condanna a 6 mesi per l’ex-dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Somma Lombardo Gianluca Gardelli che aveva chiesto il rito abbreviato. Queste le richieste del pubblico ministero Francesca Parola questa mattina, martedì, nell’udienza preliminare per la frana di Somma Lombardo che inghiottì la casa della famiglia Rovelli nel 2012. La richiesta di rinvio a giudizio è per disastro colposo nei confronti di 15 amministratori che, a vario titolo, hanno avuto a che fare con la conduttura collassata che ha provocato il cedimento del costone di collina che si affaccia sul fiume Ticino. Proprio sulla conduttura si è concentrata la requisitoria del magistrato che ha sottolineato come sin dal 1993, quando alcuni dipendenti comunali fecero le prime segnalazioni sulle crepe al canale di scarico, nulla è stato fatto per risolvere il problema fino a quando non è avvenuta la rottura che ha fatto cedere il terreno sul quale sorgeva la casa della famiglia Rovelli e altre due, poi dichiarate inagibili.

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Se fossero stati effettuati gli interventi di manutenzione, nulla di tutto quello che è accaduto sarebbe successo e, dunque, il pm sostiene che la responsabilità è condivisa da tutti gli amministratori coinvolti, siano essi politici o tecnici del Comune o di Amsc. Secondo l’accusa, inoltre, è impossibile per tutti gli imputati sostenere che "potevano non sapere" per diversi motivi: perchè la conduttura in questione era di primaria importanza, perchè Somma Lombardo, con i suoi 30 km quadrati di territorio, non è Roma e perchè la mole di documenti e relazioni emersi durante le indagini provano la conoscenza diffusa del problema. Infine una sottolineatura in merito alle voci che sostengono la possibilità che, per alcuni, il procedimento possa cadere in prescrizione: la prescrizione decorre dalla data in cui si è verificato l’evento, quindi anche per coloro ai quali sono addebitate condotte illecite negli anni precedenti al disastro.

Il 24 marzo toccherà alle difese concludere e, probabilmente, sarà necessaria un’ulteriore udienza per esaurire le posizioni di tutti gli imputati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2015
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