Franco svizzero, il giorno dopo lo tsunami

Il Canton Ticino reagisce come può, specie gli operatori svizzeri che hanno come principali clienti gli italiani. Dalla benzina ai centri commerciali, e persino alle cliniche per la fertilità

Il giorno dopo lo tsunami, il Canton Ticino reagisce come può a quella che potrebbe essere una disfatta per gli operatori svizzeri che hanno come principali clienti gli italiani.

Dalla benzina ai centri commerciali, l’improvvisa impennata dei costi per chi paga in euro rischia, anche in tempi di saldi italiani, di rivelarsi un tragico boomerang per le attività svizzere di frontiera.
Con il risultato che nel canton Ticino oggi, 16 gennaio 2015, il tasso di cambio Franco – Euro è sembrato più una scelta soggettiva di tipo commerciale. Chi ha deciso di allinearsi subito ai nuovi tassi, chi invece fa finta che non sia ancora cambiato niente, chi si posiziona a metà strada.

A partire dai benzinai, che passata la frontiera hanno fatto scelte diversissime tra loro: posto naturalmente che il prezzo in franchi è simile per tutti, e pressocchè identico a ieri (tra un franco e 36 e un franco e 38), il prezzo in euro cambia significativamente a causa del tasso di cambio applicato. Per quelli che hanno applicato il nuovo tasso di cambio (che si è assestato, ormai, su 1:1) il prezzo è come in Italia. Per altri non si va oltre l’euro e venti al litro, grazie a un cambio intorno agli 0,95.

Ma c’è chi ha fatto di più, come la catena di negozi sportivi Balmelli, che ha preso questa decisione “anti-tsunami”: per tutti i negozi della catena pagando gli acquisti in euro la situazione non cambia. «Fino a nuovi sviluppi, la quotazione dell’euro rimarrà quella precedente, ossia 1 euro = frs. 1.20. Esattamente come prima – spiega Bruno Balmelli della Balmelli Sport di Lugano – se la politica finanziaria ha deciso di metterci del suo, aggravando di fatto la situazione difficile già esistente, oggi più che mai tocca a noi commercianti dare il via alla ripresa del Ticino. In Ticino vanno spesi i soldi dei ticinesi ed il Ticino deve agevolare anche le persone che arrivano dalla zona euro».

Oppure il centro ProCrea, clinica per la fertilità cui si rivolgono moltissime coppie provenienti dall’Eurozona alla ricerca di un figlio, che ha deciso di mantenere invariati i prezzi. «I costi derivati dai nuovi rapporti di cambio tra franco svizzero ed euro saranno sostenuti dalla nostra struttura – annuncia con un comunicato Michael Jemec, tra i fondatori della clinica, che vede l’80% dei pazienti di nazionalità italiana – Per il momento i pazienti provenienti dall’Italia continueranno a pagare le prestazioni mediche con le medesime tariffe del pre “sblocco” del tetto franco-euro. Non saranno quindi applicati gli aumenti dettati dal nuovo valore di scambio».

Al popolarissimo centro commerciale Serfontana, a Chiasso, invece, le decisioni sono state diverse: i negozi più grandi si sono adeguati al nuovo cambio 1:1, mentre la maggior parte dei più piccoli hanno mantenuto il cambio precedente, in attesa di nuovi sviluppi.
Il cambio, anche oggi, continua a mantenersi sul rapporto 1:1, anzi si è ulteriormente abbassato: alle 16.55 un euro valeva 0,98 franchi.

La situazione, col tempo, sarà inevitabilmente destinata ad assestarsi: a che punto non si sa. Solo allora si comprenderanno i reali effetti sull’economia ticinese, e sui lavoratori italiani in Svizzera: che dopo i primi entusiasmi per aver ricevuto uno stipendio più "pesante", non possono che temere ripercussioni sui loro posti di lavoro. 
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2015
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