Gli amici della terra ricominciano da 19

Sono 19 i punti che l’associazione ambientalista ha elencato come priorità per il territorio, e su cui è intervenutapunti su cui i cittadini sono chiamati a confrontarsi

Il 2015 per gli amici della Terra comincia da 19: come i punti che l’associazione ambientalista ha
definito come priorità per il territorio, e su cui è intervenuta nel 2014.  Dal patrimonio arboreo a quello storico e artistico, dall’inquinamento dell’Olona alla ferrovia Arcisate Stabio, dal piano Cave allo smaltimento dell’amianto: questi e molti altri sono i punti su cui l’associazione (riconosciuta da Nazioni Unite e ministero dell’Ambiente) si è spesa e su cui i cittadini sono chiamati a confrontarsi.

«Tutti abbiamo una responsabilità tutti dobbiamo cercare di fare al meglio attività che possono concorrere all’interesse generale. E noi continuiamo su questo lavoro dal 1986 – spiega il presidente Arturo Bortoluzzi – Però, specialmente negli ultimi tempi, troppe poche volte siamo stati chiamati a fare qualcosa assieme: e troppo spesso è dipeso dagli uomini. Le cose fatte assieme cambiano poi a seconda del cambiamento degli uomini: abbiamo potuto fare poco con Luca Marsico assessore provinciale, ma molto quando Marsico è diventato presidente della commissione ambiente in regione. Con l’assessore Federiconi abbiamo potuto fare operazioni forti come il finanziamento del plis dell’Olona e della Bevera o la commissione di controllo e discussione del PM10: dopodichè tutto è ripartito da zero. Si dovrebbe riuscire ad arrivare ad una collaborazione completa su determinati temi».

Anche perchè «In genere gli ambientalisti chiedono cose che dopo 10-15 anni chiedono tutti, perchè sono piu che altro proposte di buon senso – commenta il vicepresidente dell’associazione, Silvio Valisa – Negli anni 50 gli ambientalisti andavano in piazza per chiedere i piani regolatori, ora nessuno dubita che ci vogliano. Ora va segnalato che, poichè da dieci anni le a popolazione è stabile, non ha senso espandere ancora il patrimonio insediativo. A Varese sono 33milioni i metri cubi edificati, 24 milioni dei quali sono di residenza. Una cubatura che permetterebbe di vivere tranquillamente a circa 200mila persone, mentre in città ce ne sono 80mila. e’ una cosa che tutti sanno ma la lobby dei costruttori non si attrezza, per avviare l’industria edilizia verso il riuso di ciò che esiste. Il consumo zero del territorio è uno slogan a cui molti pgt si sono adeguati: Varese non è tra questi. Ma è un principio che prima o poi dovrà passare».

I 19 PUNTI DEGLI AMICI DELLA TERRA

salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città di Varese
tutela del patrimonio arboreo
inquinamento del fiume Olona
Piani di Governo del Territorio
Animali domestici in città
Smaltimento dell’amianto
Ferrovia Arcisate – Stabio
Nuovi materiali
Riqualificazione della Folla di Malnate
Expo 2015
Cave e materiale di recupero
Lago di Varese
Un teatro per la città
Aids
Qualità dell’aria
Giovani e lavoro
Malavita organizzata
Parco del Ticino e Malpensa
Area Ex Macello

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 gennaio 2015
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