Gli ascensori son rotti da mesi, ma la manutenzione non si fa trovare

In municipio l'impianto non funziona da dicembre, nell'edificio comunale sede del commissariato da tre mesi. "Azienda scelta con appalto della Consip, decine di chiamate ma nessun intervento"

Gli ascensori sono fuori uso da mesi, ma l’azienda di manutenzione non interviene. Succede negli edifici di proprietà pubblica – per la precisione, del Comune – a Gallarate: l’ascensore di Palazzo Borghi, il municipio della città, è fuori uso da metà dicembre (nella foto), quello del commissariato di polizia (che è un edificio di proprietà del Comune) addirittura inutilizzabile dalla fine dell’anno scorso. «Abbiamo mandato decine di richiami, ma non siamo ancora riusciti ad ottenere l’intervento» spiega l’assessore ai lavori pubblici Danilo Barban.

Abbiamo iniziato a occuparci di questa vicenda dopo aver raccontato la storia di Angela, una donna che non ha potuto dare le impronte per il passaporto perchè la sede del commissariato di via Ragazzi del ’99 è "orfana" dell’ascensore da mesi, nonostante le numerose segnalazioni anche da parte del dirigente della Polizia di Stato. Ma non è l’unico caso: da prima di Natale il municipio del Comune di Gallarate ha l’ascensore fuori uso: è vero che la gran parte degli uffici non sono in questo edificio (anagrafe, uffici tecnici e altro sono a Palazzo Broletto), ma la mancanza non è da poco. Basti pensare che la sala dove si svolgono i matrimoni civili si trova al primo piano e – a oggi – non sarebbe accessibile a parenti in carrozzina (o, peggio, agli stessi sposi).

Come è possibile che in un mese non si sia arrivati a riparare il guasto? «Abbiamo un appalto obbligatorio con la Consip con una ditta che non si sta rivelando all’altezza», spiega l’assessore Barban, dopo le verifiche dell’ufficio tecnico guidato dall’ingegner Arcangelo Altieri. La Consip è la società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa di gestire a livello nazionale le gare d’appalto per i servizi pubblici: in molti casi è obbligatorio rivolgersi alla Consip, l’idea è che un sistema nazionale porti a risparmi ed eviti appalti truffaldini a livello locale (anche se non mancano le indagini anche sulla stessa Consip).

Però c’è anche il rischio di incappare in problemi: «L’azienda che aveva l’appalto precedentemente non aveva mai dato problemi, in questo caso invece ci siamo ritrovati con un’azienda che non interviene». E che – confermano alcuni dipendenti comunali – "filtra" le richieste attraverso un call center esterno, cosicchè non c’è neppure un collegamento diretto.
«Abbiamo mandato decine di richiami, ma non siamo riusciti ad ottenere l’intervento». Nè in via Verdi nè al commissariato di via Ragazzi del ’99. Ma a questo punto non è possibile rescindere il contratto e ottenere un nuovo appaltatore più affidabile? «Stiamo procedendo in questo senso, abbiamo come dicevo decine di domande a cui non hanno risposto. Speriamo di venirne fuori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 gennaio 2015
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