Il rifugio per i senza tetto è quasi pronto

Entro una decina di giorni verrà aperto ai senza tetto della città l'edificio preso in affitto da Rfi, nei pressi della stazione centrale. L'assessore Cislaghi: "Era necessario partire, finamente ci siamo"


«Entro una decina di giorni il dormitorio per i senza tetto di Busto Arsizio sarà aperto». E’ la promessa dell’assessore ai Servizi Sociali Mario Cislaghi che questa mattina, venerdì, ha aperto il rifugio alla stampa e ad alcune delle realtà che ne garantiranno il funzionamento come la Croce Rossa e Comunità Famigliare. I locali degli uffici dismessi da Rfi sono stati ripuliti e imbiancati, è stata riallacciata l’acqua e presto verranno posizionati i riscaldamenti e i letti grazie all’impegno di Agesp: «Il rifugio garantirà una decina di posti per coloro che non hanno un luogo caldo dove poter passare la notte – spiega con soddisfazione l’assessore – sono certo che si possa fare di più ma intanto abbiamo messo un punto fermo dal quale partire». Agesp appronterà anche un locale attiguo che potrà essere utilizzato come deposito e, in un futuro, come reception per l’accoglienza.

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«Conosciamo bene la realtà dei senza tetto di Busto Arsizio – spiega Emanuele Forasacco, rsponsabile del settore supporto sociale della CRI bustocca – non sarà facile convincerli tutti a venire qui ma ci proveremo». I volontari coordinati da Forasacco non vedono l’ora di cominciare e il loro impegno è già visibile da tempo all’interno della rete Vo.La.Re. che si occupa del reperimento e della distribuzione di pasti caldi ai senza fissa dimora che gravitano attorno alla stazione Fs di Busto Arsizio: «Insieme agli Alpini, alla Caritas e ad Ali d’Aquila garantiamo questo servizio dal lunedì al venerdì, inoltre sempre attraverso Ali d’Aquila è attivo il servizio docce al sabato mattina dove ogni settimana una cinquantina di persone vengono a lavarsi e a vestirsi». 

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Il rifugio, atteso da molti anni, era l’anello mancante della rete. Dopo tanti rinvii, polemiche, promesse da parte di tutti gli attori coinvolti si è finalmente arrivati a questo primo risultato. Finalmente ci sarà un posto caldo e pulito dalle 20,30 della sera alle 8,30 del mattino per Alessandro, Dudù, Rita e gli altri clochard bustocchi. La sicurezza, inizialmente, sarà garantita da una società di vigilanza notturna che farà un passaggio durante la notte per assicurare un minimo di controllo. Quello che manca, infatti, è un progetto con regole certe e un controllo continuo da parte di esterni per evitare disordini: «Sono certo che col tempo riusciremo a creare un regolamento per la convivenza e un sistema di supervisione per evitare qualsiasi disagio – assicura lo stesso Forasacco – abbiamo centinaia di volontari che sono disponibili a dare una mano». Insieme a loro hanno assicurato un aiuto concreto anche le famiglie che hanno dato vita al progetto Comunità Famigliare, un progetto nato da alcuni dei fondatori di Comunità Giovanile come Massimo Crespi e il consigliere comunale Checco Lattuada: «Cercheremo di dare un supporto sia nel concreto che nella creazione di un dialogo con queste persone» – assicura Massimo Crespi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 gennaio 2015
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