Insegnamo alle banche ad essere più etiche

Ediva, onlus che propone azionariato attivo e promuove i temi della finanza etica e della responsabilità sociale d'impresa, fa il punto della situazione

L’acronimo Ediva, che sta per etica, dignità e valori, lascia pochi dubbi sulla missione di questa associazione onlus di Gallarate, l’unica in Italia che dal 2008 promuove azionariato attivo nelle banche. Il metodo è semplice ma efficace: un rappresentante di Ediva si presenta con delega all’assemblea dei soci di un istituto di credito, in genere banche popolari, e nel suo intervento affronta alcuni temi etici quali l’inserimento della responsabilità sociale nella ratio del merito creditizio, la promozione della finanza sociale, la limitazione dei compensi ai top manager, collegandoli a elementi valoriali, la gestione responsabile dei crediti deteriorati come gli immobili invenduti di proprietà delle banche da destinare in comodato gratuito a giovani coppie, la partecipazione dei dipendenti alla governance delle banche.
La risposta degli istituti di credito non si è fatta attendere. Nel 2013 infatti erano 5 le banche che a seguito degli interventi in assemblea avevano avviato un dialogo con Ediva, numero salito a 8 nel 2014.
Il presidente di Ediva, Gianni Vernocchi, ha fatto il punto della situazione dell’associazione presso il Cesvov di Varese, Centro servizi per il volontariato, scelta più che appropriata in quanto il settore del non-profit è sempre di più al centro dell’attenzione e dell’azione delle banche e Maurizio Ampollini, direttore del Cesvov, è membro di  Ediva. «Promuovere i valori della responsabilità sociale è sempre premiante – dice Vernocchi -. Il tasso dei crediti deteriorati, problema principale delle banche, si attesta al 2% negli istituti di credito etici, mentre quello del sistema bancario tradizionale supera abbondantemente il 10% con un impatto negativo sia silla loro solidità che sulla capacità di finanziare imprese e famiglie. L’uscita dalla crisi passa anche da un mdi diverso di fare banca che rigeneri i valori civici, sociali ed economici radicati nella nostra società».
Alcune banche hanno accolto concretamente gli stimoli di Ediva, come ad esempio Banca Generali spa che ha inserito nel bilancio di esercizio un capitolo dedicato alla responsabilità sociale d’impresa. «Qualcosa nel mondo delle banche sta cambiando – conclude Ampollini – pensiamo solo a quanto ha fatto e continua a fare con i social bond la Popolare di Bergamo o alla nascita di Banca Prossima del Gruppo Intesa SanPaolo. Certo la strada è ancora lunga, ma le voci critiche servono proprio per eliminare l’illusione che possa esistere una finanza senza etica».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2015
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