L’Arcisate – Stabio vista dalla Svizzera

Swissinfo ja pubblicato una inchiesta sul tratto italiano della ferrovia transfrontaliera, dal titolo: "Linea Arcisate-Stabio: il treno fischia solo in Svizzera"

A quasi cinque anni dall’inizio dei lavori della nuova linea ferroviaria tra il Ticino e la Lombardia, solo il tratto in territorio elvetico è stato inaugurato. Per completare le opere di quello di competenza italiana ci vorranno ancora più di due anni. Troppo tardi per Expo 2015, che aprirà le porte tra 100 giorni.

Comincia così l’articolo dal titolo "Linea Arcisate-Stabio: il treno fischia solo in Svizzera" pubblicato in questi giorni da Swissinfo, a firma di Michele Novagna, che è andato a scoprire ad Arcisate e Induno Olona la situazione italiana di un cantiere che in Svizzera si è ormai già concluso, ma che in Italia continua ad essere una ferita che taglia in due la Valceresio:

Entrando oggi ad Arcisate, districandosi tra continui sensi unici e strade chiuse, si ha come la sensazione che qualcosa sia andato storto. Infatti, se il tratto in territorio svizzero è già stato inaugurato e da dicembre 2014 circolano i treni, lo stesso non si può dire per la parte italiana. I lavori, già interrotti un paio di volte in passato a causa di alcuni problemi relativi al recupero delle terre di scavo, ricche di arsenico naturale, si sono definitivamente bloccati.  

 

Una domanda che ha difficile risposta in Italia, figurarsi guardandolo dalla parte svizzera: 

Ma cosa è andato storto? Come mai i lavori in territorio svizzero si sono conclusi nei tempi previsti, nonostante l’arsenico, e in territorio italiano no? E dire che la ditta incaricata dei lavori (la ICS Salini) era la stessa.

Swissinfo.ch ha poi parlato anche con gli abitanti "tagliati in due" dalla ferrovia: 

“Quello che è successo è un disastro ambientale”, raccontano a swissinfo.ch i coniugi Valentino, la cui casa sorge proprio di fronte al cantiere fermo della stazione. “La trincea scavata e le recinzioni del cantiere impediscono di muoverci: per andare in farmacia, che si trova a 100 metri, ora dobbiamo fare un giro enorme di due chilometri”.  La stessa frustrazione e le stesse difficoltà che si riscontrano anche ad Induno Olona, un altro dei paesi interessati dai lavori e spezzato in due dal cantiere. Uno striscione appeso dal Comune davanti alla galleria scavata a metà recita: “La ferrovia ha messo in ginocchio il paese. Basta ritardi vogliamo decisioni”.   

Un cantiere che non sarà nemmeno di aiuto per Expo 2015, prima del quale avrebbe dovuto completarsi:

….La mancata consegna rappresenta una grossa occasione gettata al vento per lo sviluppo del turismo in questo tratto della provincia di Varese e del Ticino proprio in vista di Expo 2015. La linea, infatti, avrebbe potuto essere utilizzata oltre che dagli Svizzeri in trasferta in Lombardia e dai frontalieri italiani che risiedono in Val Ceresio, decongestionando il traffico su gomma, anche dai tantissimi visitatori stranieri dell’esposizione universale di Milano, che si prevede visiteranno la Svizzera e che alloggeranno oltreconfine.  Una situazione che colpisce anche l’economia della Valle Ceresio e dei suoi comuni, che da tempo si stavano preparando all’Expo. 



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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2015
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