“L’ospedale ha fatto in modo straordinario le cose ordinarie”

Bilancio di fine anno per il dg Pontoni che ha sottolineato la "tenuta" delle attività nonostante i tempi di crisi. Importanti interventi edilizi si avvieranno al sant'Antonio mentre non si prevedono miglioramenti per Angera

« Abbiamo fatto straordinariamente l’ordinario» Il direttore dell’azienda ospedaliera di Gallarate Humberto Pontoni giudica così l’anno che si è appena concluso: « In un momento generale di difficoltà, con le attività delle aziende ospedaliere in calo, noi abbiamo tenuto, confermando prestazioni e previsioni».

In particolare, il valore di produzione per i ricoveri (in regime ordinario, day hospital e sub acuta) stimato per l’intero anno 2014 è stato di 66.645.000 euro  (escluso valore di rimborso del materiale protesico), pari a 23.179 dimessi.  Le giornate di medie di degenza sono pari a 7,3. I posti tecnici di sub acuta sono pari a 16. Il valore di produzione delle prestazioni ambulatoriali (lordo ticket),  sulla base dei dati di produzione riferiti ai primi undici mesi dell’anno, è stato di 33.057.000 euro pari a circa 2.067.180 prestazioni.

Gli accessi di P.S. nel 2014 sono stati complessivamente 85.385 (di cui: n. 57.154 P.S. Gallarate, n. 17.988 P.S. Angera e n. 10.243 punto di Primo Intervento di Somma Lombardo): « Il reparto è sempre riuscito a gestire le situazioni di criticità senza gravare sui pazienti e sugli utenti» ha tenuto a specificare Pontoni in un momento di grandi problemi di molti PS lombardi e nazionali. 

Corposa la parte di bilancio relativa agli investimenti in edilizia anche se la voce preponderante, quella relativa alla ristrutturazione dei 4 piani del padiglione polichirurgico non ha ancora tempi certi a causa dell’autorizzazione ministeriale arrivata alla fine del 2014 e che costringerà gli uffici a lavorare per poter avviare i cantieri entro la fine dell’anno. In tutto si parla di interventi per un valore di 5 milioni e 800.000 euro. 

Poche notizie, invece, per l’Ondoli di Angera per il quale non ci sono finanziamenti in vista legati recupero del piano inutilizzato: « Si tratta di un intervento che richiede risorse ingenti – spiega Pontoni – e, in questo momento, non ce ne sono».

Per il Bellini di Somma sono in arrivo 20.000 euro. Si tratta di un finanziamento per dotare il presidio di un software con cui partirà la sperimentazione “POT” che è uno dei capisaldi della riforma sanitaria: « Si insedierà un pool di operatori che prenderà in carico circa 300 pazienti cronici individuati dall’Asl, per seguirli passo passo, prevenendo situazioni di acuzie o gravità. È un nuovo modello di assistenza che pone al centro il paziente e gli costruisce il percorso di cura più appropriato, d’intesa tra presidi specialistici, medici di base e figure sociali». Ancora il modello è in fase di costruzione e solo una volta definiti i diversi dettagli, si saprà con chiarezza come e chi verrà coinvolto in questo modello che, comunque, vede a Somma il presidio di riferimento per la provincia. L’ospedale, comunque, manterrà la sua offerta sanitaria attuale che vede numeri confortanti, per esempio, nell’oculistica a cui ha decisamente giovato il trasloco a Somma: più interventi, più ricoveri e più visite ambulatoriali. 

Sul fronte del personale, l’azienda Sant’Antonio, che conta su 1757 dipendenti potrà, quest’anno, sostituire solo la metà del personale andato via: in termini numerici si tratta di 5 medici e 8 addetti di comparto, tra cui 4 infermieri per cui è aperto un bando che ha visto arrivare oltre 3.300 domande, una situazione incredibile legata alla scarsità di assunzioni in Italia nel comparto sanitario pubblico.



E sul futuro dell’azienda di Gallarate Pontoni assume una posizione possibilista: « In un momento di riorganizzazione e razionalisùùùzzazione delle risorse, ha certamente più senso pensare a unire servizi e forze di due presidi a pochi chilometri di distanza». La fusione tra Gallarate e Busto si può fare.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2015
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