La comunità musulmana sfila in centro. “No alla violenza”

Corteo dalla stazione FS a Piazza Montegrappa per ribadire la condanna del terrorismo, ma anche per chiedere il riconoscimento di un luogo di culto. Partecipa anche un consigliere comunale del Nuovo Centro Destra

Dopo la marcia interreligiosa per la pace di Gallarate (con la comunità cattolica e la società civile), anche a Varese le comunità musulmane del Varesotto sfilano in corteo per ribadire il no alla violenza e al terrorismo e per chiedere un riconoscimento della propria presenza.
La manifestazione si è svolta sabato, nel primo pomeriggio, tra la stazione FS e Piazza Montegrappa, attraversando il centro: circa 250 le persone presenti, in gran parte originarie del NordAfrica, tra cui molte donne e molti bambini, che aprivano il corteo scandendo "Sì alla pace, no alla violenza".
«Dopo i fatti di Parigi subito abbiamo espresso condanna per quello che è successo, purtroppo continuiamo a sentire sui giornali che non abbiamo mai condannato questo atto criminale» spiega Samir Baroudi, responsabile della comunità islamica di Varese, a cui si sono unite altre comunità come quella di Tradate e quella della Valcuvia. Baroudi ribadisce oggi il messaggio: «Noi condanniamo nel modo più assoluto il terrore e ogni forma di violenza. Islam è tolleranza, chiediamo solo un posto dove pregare alla luce del sole: oltretutto questa situazione danneggia l’immagine dell’Italia all’estero e questa violenza rischia di creare terrorismo. Ma anche il Questore ha detto che nella moschea non c’è rischio terrorismo». Nel corteo era presente anche un cartello che chiedeva la libertà di professare liberamente la fede musulmana, con riferimento implicito ad un luogo di culto ufficiale.
 
Al corteo hanno partecipato anche diversi italiani. Tra loro c’erano anche Rocco Cordì di Sinistra Ecologia e Libertà e il consigliere comunale Stefano Crespi, di Nuovo Centro Destra, una presenza interessante non solo perchè fa riferimento all’area del centrodestra, ma anche perché Crespi è un esponente che fa riferimento al mondo cattolico, con posizioni anche piuttosto ferme (per esempio quelle delle "Sentinelle in piedi"). «Come cristiano battezzato, credente, sento che il Dio in cui loro credono predica amore» ha spiegato Crespi, che ha fatto riferimento al «documento [della comunità musulmana varesina] che condanna la violenza e che prende le distanze da quella parte dell’Islam che ha preso una deriva violenta e intollerante». Crespi ha anche sottolineato che su alcuni temi, come la difesa della famiglia naturale, c’è una consonanza tra le posizioni musulmane e quelle cattoliche.

La manifestazione si è svolta senza problemi, sotto la sorveglianza di un consistente dispiegamento di agenti della Questura, dei carabinieri e della Polizia Locale. Il corteo è solo passato in piazza Montegrappa, senza sostarvi: il percorso è stato modificato, inizialmente prevedeva di arrivare fino a Palazzo Estense.

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La manifestazione per la pace della comunità islamica 4 di 16
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 gennaio 2015
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