La Lugano di Alfredo Veronesi, e non solo

Un volume edito dalla Galleria Jansonius ripercorre l'opera dell'artista e paesaggista, tra gli esponenti ticinesi della prima metà del XX secolo

La Galleria Jansonius di Lugano, al numero 18 della via Canova, esattamente dietro al Casinò, ha pubblicato nel 2010 una monografia sul luganese Alfredo Veronesi, artista poliedrico e paesaggista di sicuro spicco tra gli esponenti ticinesi della prima metà del XX secolo.

Jansonius, che ha già compiuto trent’anni, è nata dalla passione fulminante per le carte geografiche e le mappe antiche del suo fondatore, Roberto Cavalli, ma ha proseguito il proprio percorso storico artistico legandosi sempre più, negli anni, al proprio territorio di riferimento: la Svizzera, il Ticino, il Luganese.

E’ proprio in questo contesto tematico e storico che, nell’ambito della collezione di Cavalli, spicca la figura di Alfredo Veronesi, giustamente definito artista ‘ispirato’ dai suoi luoghi. Cartolaio in via Nassa di professione, egli non ebbe probabilmente mai bisogno della sua arte per vivere, cosa questa che traspare nelle sue opere, dove il punto di vista dell’artista è quello dell’osservatore sereno della sua terra; non c’è nessuna tensione nel suo dipingere, nessuna, ed i suoi acquerelli avrebbero potuto somigliare, se egli fosse vissuto in un’epoca più vicina alla nostra, a semplici fotografie di un paesaggio riflesso nelle acque del Ceresio, talmente Veronesi fu padrone di una delle tecniche pittoriche più difficili. Fu un artista di lago Alfredo Veronesi, non a caso anche fotografo nell’epoca delle pellicole lavate e delle bacinelle per la stampa chimica; nelle sue opere l’acqua non manca mai e quando manca, come nelle incisioni semplici la cui tecnica egli apprese probabilmente dal padre legatore di libri, si percepisce che manca qualcosa.

Gli acquerelli di Veronesi da Jansonius li trovate in un angolo, il posto giusto per i gioielli che, nascosti, risplendono comunque a chi li cerca.

Non solo questo però da Cavalli, perennemente attento a calare la propria attività di gallerista nella realtà della Svizzera italiana. Da anni è attivo infatti un progetto di valorizzazione del patrimonio di immagini dell’Archivio Storico Ticinese. Con la collaborazione di artisti italiani di rilievo, in particolare toscani, la galleria ha portato nelle case dei collezionisti una serie di importanti tele riproducenti il paesaggio e la vita ticinese nei secoli passati. Tra questi artisti spiccano in galleria Claudio Domenici, Fiorenzo Luperini e Lido Bettarini. Nel catalogo “30 anni” di Jansonius, non solo perché impegnati nel progetto, si distinguono poi anche i colorati paesaggi campestri del livornese Pier Luigi Boldrini, nonché quelli marini del napoletano Gianni Del Grasso.

Un’ultima particolarità della galleria sono i circa 150 manifesti artistici del Ticino, con i quali Cavalli promosse l’apertura del “Museo del manifesto ticinese”.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 gennaio 2015
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