La Openjobmetis sprofonda, Pozzecco si mette in discussione

Pistoia, incompleta, batte 67-71 una Varese inguardabile e il coach per la prima volta accenna alla possibilità di un passo indietro. Ma i primi colpevoli sono in campo: attese decisioni dalla società

Peggio dell’anno scorso. Peggio della stagione disastrosa dei Clark, dei Coleman, degli Hassell e di Frates in panchina. Questa Openjobmetis, con la sconfitta interna contro una Pistoia rimaneggiata (67-71), mostra a un pubblico attonito tutto il peggio del proprio repertorio e disillude definitivamente chi credeva in una risalita, magari in tempo per acciuffare le Final Eight. E per la prima volta, anche coach Gianmarco Pozzecco è costretto ad ammettere che la sua posizione sulla panchina biancorossa può essere messa in discussione. Intendiamoci, con la squadra vista stasera (il tiratore scentrato, gli uomini di esperienza spariti, quelli atletici spompati…) sarebbe difficile per chiunque dirigere da bordo campo, ma intanto l’allenatore ha avanzato la possibilità di farsi da parte (e assumere un altro ruolo in società) per il bene del club biancorosso.

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Come dicevamo però, i problemi della guida tecnica sono solo una parte di quelli che ha attualmente l’intero complesso varesino, orfano più che mai di un uomo d’equilibrio come Kangur e incapace di trovare giocatori capaci di prendersi sulle spalle la situazione e di portare la squadra oltre il guado. Non lo fa più un irriconoscibile Diawara, non lo fa Eyenga (più falli e scelte sbagliate che punti); non lo fa Rautins, tiratore oggi da 2/11, non lo può fare l’arruffone Daniel. Non lo fa nemmeno Deane che regala un paio di lampi ma poi si vede poco. E a conti fatti non ci riescono neppure Robinson e Callahan, unici a dare un senso positivo alla propria partita ma alle prese con problemi di falli che ne condizionano la prestazione.
Un pianto, sottolineato da tanti aspetti: i miseri 12 punti segnati nel “maledetto” terzo periodo, le 15 palle perse (un solo recupero), la gestione di certi palloni che scottano (anche lontano dalla fine), la prestazione dopolavoristica ai tiri liberi, e non è la prima volta nemmeno per questo fondamentale.
Ora dunque la palla passa alla società: tenere o non tenere il Poz in panchina (crediamo proprio che ci resterà), andare con forza sul mercato per cambiare un paio di pedine, accendere un cero per il rientro di Kangur. E cara grazia che Caserta continua ad affossarsi, occupando la sola casella che porta in LegaDue; altrimenti sarebbe lotta pericolosa per guardarsi le spalle. E questa squadra non pare avere le qualità per una battaglia di quel tipo: sta a loro smentirci, magari al più presto.

COLPO D’OCCHIO – Pubblico che resta piuttosto corposo per la prima esibizione del 2015 della Openjobmetis, opposta a un’avversaria non di cartello come Pistoia. L’applauso più lungo del prepartita è quello per Gek Galanda, tricolore con i Roosters ed eroe di Masnago per diverse stagioni anche recenti: il lungo saluta tutti dal parterre con il cuore diviso a metà visto che è dirigente dei toscani.

PALLA A DUE – La notizia più importante prima della partita riguarda Pistoia: Paolo Moretti è costretto a rinunciare al proprio play titolare, Daniele Cinciarini, che non ha recuperato da una distorsione alla caviglia subita in allenamento. In quintetto vanno così 4 americani oltre all’ultimo acquisto Amoroso. Pozzecco cambia a sua volta il regista ma per scelta tecnica: Robinson titolare, Deane in panchina.

LA PARTITA – In avvio Pistoia sfrutta qualche errore di troppo in casa Varese e prova a sorprendere la Pozzecco Band filando sul 7-18 con i punti di Williams. La sveglia però suona sul comodino biancorosso: con Robinson nei panni di finalizzatore nasce un parziale di 15-1 che ribalta la situazione e manda al primo riposo sul 23-21 pur con una gestione che permette un colpo di coda alla Tesi Group.
Chi si aspetta che il buon momento possa continuare rimane deluso: Moretti chiede minuti anche ai ragazzini (il figlio avide e Severini) senza che Pistoia paghi dazio. Certo, Varese mette la testa avanti con un paio di guizzi di Deane – e dall’altra parte Amoroso sbaglia tutto – ma la sensazione è che l’equilibrio continuerà a regnare sovrano, perché la Openjobmetis non riesce mai a dare una spallata (39-36 al 20′).
Il terzo periodo è di rara bruttezza: diluvio di errori al tiro, di scelte improbabili, e qualche canestro qua e là. Addirittura Varese sale brevemente a +7 (50-43) con Okoye e Callahan ma Pistoia chiude presto il buco proprio con Amoroso che risponde sul campo agli insulti della curva, e con Brown che impatta a 51 a pochi secondi dalla sirena.

IL FINALE – La gente prova a risollevare il morale a Diawara che però continua a faticare; la tripla del francese dopo il vantaggio ospite firmato Milbourne e Amoroso sembra un buon auspicio e invece resta prodezza solitaria. Robinson, in campo con 4 falli, non può difendere sull’uomo e Pistoia ne approfitta per il +5; il play si rifà in attacco anche dall’arco e firma il sorpasso in entrata (63-62) a 3’30 dalla fine. Pistoia però trova Hall libero da 3 punti e dopo l’ultimo pareggio di Daniel (che però fallisce il libero supplementare) spariglia di nuovo il punteggio e arriva con il naso avanti negli ultimi 2′. Qui, con Rautins marcato faccia a faccia, ci prova Eyenga ma i suoi tiri sono sballati e un suo libero fallito dà a Pistoia la possibilità di un vantaggio superiore al singolo possesso. Non a caso termina così, 67-71, con la gente che dagli spalti fa sentire la propria rabbia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 gennaio 2015
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