La variante al Pgt va verso l’approvazione, nell’estate prossima

L'amministrazione vuole modificare il Piano del Territorio in vigore, passando al "consumo di suolo zero" ed eliminando 600mila mq di terreni edificabili. Pubblicata la delibera di adozione, tra un mese si apre la fase delle osservazioni

Dopo il passaggio dell’adozione, la Variante al Pgt di Gallarate va verso l’approvazione. Un percorso ancora lungo, che passa dalla fase delle osservazioni, in cui imprese, professionisti e cittadini potranno dire la loro sulla modifica di Piano di Governo del Territorio proposta dall’ammionistrazione comunale e che ha il suo punto centrale nella previsione del "consumo di suolo zero", con l’eliminazione della possibilità di edificare su 600mila metri quadri oggi a bosco e prati (nella foto sotto, la zona di via Padova, al confine con Verghera di Samarate; qui tutti i documenti). 

L’avviso di deposito della delibera 84 dell’1 dicembre 2014 (Variante Generale al Piano di Governo del Territorio di Gallarate) è stato pubblicato oggi, 7 gennaio 2015, sul Bollettino Ufficiale di  Regione Lombardia, all’albo pretorio, sul quotidiano cartaceo La Prealpina e sul sito internet comunale (le informazioni dettagliate sono pubblicate sul sito ufficiale del Comune, in questa pagina). Da oggi la Legge regionale prevede 30 giorni di esposizione (fino al 5 febbraio) per conoscenza e poi l’apertura della fase delle osservazioni, che possono essere presentate fino al 9 marzo 2015: cittadini, imprese, associazioni e professionisti potranno presentarle all’Ufficio Protocollo di via Verdi 2. Dal 9 marzo partiranno i 90 giorni entro cui il Comune dovrà fare le "controdeduzioni", cioè dare risposta alle osservazioni presentate.

«L’orizzonte temporale potrebbe essere l’estate», risponde l’assessore al territorio Giovanni Pignataro, quando si chiede quando si arriverà all’approvazione definitiva della Variante voluta dal centrosinistra (e che modifica il Pgt del 2011, votato dal solo PdL e contestato allora anche dalla Lega Nord). Pignataro spiega anche la scelta di rinviare da fine dicembre a gennaio la pubblicazione della delibera: «Per la pubblicazione della delibera abbiamo preferito evitare il periodo natalizio, per evitare che chi vuole fare osservazione lo scoprisse tra un panettone e un pandoro». Quanto alla previsione di una approvazione in estate, Pignataro spiega anche che i tempi saranno condizionati anche dal tipo di osservazioni che arriveranno sul tavolo dell’amministrazione, «se saranno minacce di ricorsi o modifiche che sono in linea con l’impianto di obbiettivi delineati», a partire dalla conservazione delle aree produttive attive dentro la città, dal concetto di "consumo zero" del territorio e di recupero delle aree dismesse. Anche perchè la Variante prevede comunque possibilità di intervento anche in altre zone da recuperare, come le aree ferroviarie (nella foto) o persino (ma è ancora prematuro) la zona militare del "Casermone", per cui si sono fatte le prime ipotesi.

Il riferimento a possibili ricorsi non è generico: un primo ricorso è stato presentato da una delle società (Edilmalpensa) che possiede terreni nella "area 336" tra Arnate e Madonna in Campagna, dove la Variante prevede l’emininazione della possibilità di costruire su migliaia di metri quadri di terreni oggi a bosco e prati (la prossima udienza al TAR è fissata al 17 giugno). Un altro proprietario, la Immobiliare Futura (gruppo Coop, che già in passato ha dato filo da torcere al Comune), ha ipotizzato addirittura una causa legale verso il Comune di Gallarate, mentre nei mesi scorsi si è parlato (anche sui giornali) di "ragionevoli avvertimenti" inviati dai grandi proprietari agli amministratori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2015
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