Lavoratori Gallazzi: “Chiediamo aiuto ai sindaci di Tradate e Gallarate”

L'azienda che conta 210 lavoratori con sedi nelle due città è in commissariamento straordinario: vi sarebbe un acquirente, ma i dipendenti chiedono il sostegno delle amministrazioni locali per avere risposte dal Ministero

«Rischiamo di perdere la quota di mercato, i clienti e quanto abbiamo costruito in questi anni». Si tratta dei lavoratori della Gallazzi di Tradate che oggi sono stati ricevuti in municipio dal sindaco Laura Cavalotti, al termine della riunione sindacale tra i 210 lavoratori. L’azienda, che ha anche una sede a Gallarate, è specializzata nella produzione di pvc per il settore farmaceutico e film adesivo. 
I delegati della rappresentanza sindacale Sergio Maffioli, Antonio De Stefano, Luigi Saporito, Giovanni Bertoldi e Luca Tosatto spiegano che la Gallazzi è in commissariamento straordinario da un anno e mezzo: «Negli ultimi mesi c’è stata una gara di vendita e proprio oggi siamo entrati in possesso del verbale del notaio sull’aggiudicazione ad una delle aziende che vi hanno partecipato. Questo però è l’ultimo atto di cui siamo a conoscenza. Tutto si è fermato qui tanto che l’azienda non è stata mai stata ufficialmente assegnata invece sono arrivati due nuovi commissari straordinari senza nessun tipo di spiegazione e di chiarimento».

I lavoratori hanno quindi fatto richiesta di chiarimenti al ministero per lo sviluppo economico, che dopo l’inocntro in Municiopio sarà anche sostenuta dai primi cittadini di Tradate, Laura Cavalotti, e Gallarate, Edoardo Guenzani, entrambi incontrati dai lavoratori della Gallazzi. «Abbiamo parlato del nostro caso anche con il senatore della Lega Stefano Candiani e il deputato del Pd Angelo Senaldi. Abbiamo fatto il possibile per coinvolgere tutti dalle istituzioni alla politica.Vogliamo solo che la nostra azienda venga messa nelle condizioni di poter lavorare perchè ha le potenzialità per continuare la propria attività. Nell’ultimo anno con il piano di rilancio siamo cresciuti senza l’appoggio delle banche e senza finanziamenti. Ora però è necessario che venga chiarita la situazione». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2015
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