Le bellezze naturalistiche del Parco del Campo dei Fiori

Le prime due puntate di una nuova rubrica naturalistica promossa e curata dal nostro lettore Teresio Colombo con lo scopo di aumentare la conoscenza delle bellezze naturali del Parco del Campo dei Fiori

Pubblichiamo le prime due puntate di una nuova rubrica naturalistica promossa e curata dal nostro lettore Teresio Colombo con lo scopo di aumentare la conoscenza delle bellezze naturali del Parco del Campo dei Fiori

. ERICA CARNEA

Un fiore che potremmo ricercare in questo mese di gennaio è l’Erica carnea che ritroviamo, in discrete quantità, sul monte Chiusarella: a Pian Val Dés, particolarmente ricco è il  versante est;   con minore frequenza, alcuni esemplari di colore bianco e rosa chiaro li possiamo trovare nel bosco di pino silvestre  sul sentiero che dalla “presa” conduce alle betulle sotto la cima; chi avesse voglia di vedere cespugli molto rigogliosi è consigliabile raggiungere la vecchia garitta e li ne troverebbe un cespuglio molto grande;un altro cespuglio è rintracciabile su un sentiero sul versante della Rasa, a sinistra per chi scende. Oltre al Chiusarella una località interessante è costituita dal sentiero che dalla Rasa porta al passo Varrò nel tratto successivo alla faggeta del primo tratto di salita. In ogni caso la ritroverete solo in zone dove il calcare è in superfice.

Pian Val Dés: pianoro da cui si dipartono 10 piccole valli e raggiungibile da un sentiero della Rasa che arriva diretto al pianoro oppure seguendo la strada militare percorribile anche in auto almeno fino alla cascina Ravetta.

Presa: si trova oltre la Cascina Ravetta a ca. 300 m è stata costruita alla fine degli anni 20 per portare l’acqua alla villa Toepliz a S. Ambrogio. Il sentiero per il passo Varrò è ben indicato dal Parco anche dalla carta affissa  nel piccolo parcheggio posto, venendo da Varee sulla sinistra del fiume Olona.

. LA SCOLOPENDRA (Phillitis scolopendrium)

Si tratta di una felce  aspleniacea dalla fronda intera, che può raggiungere i settanta cm di lunghezza, con bordi interi ma leggermente ondulati, i sori sono lunghi 15/18 mm disposti in modo parallelo, è presente anche un ispessimento centrale di ca. 5/6 mm che determina una breve cordatura dal terreno; è pianta  comune nelle zone calcaree, umide e poco illuminate, Nel parco del Campo dei fiori la si trova facilmente lungo il Vellone e il Pissavacca. In  passato era utilizzata, oltre ad altri usi, come decotto contro i reumatismi e come diuretico.

Il posto facile da raggiungere è sulla strada per Bregazzana, superato l’acquedotto delle sorgenti calde, alla curva successiva vi è uno slargo in terre battuta da dove si diparte un sentiero lungo un immissario del fiume Olona percorsi un centinaio di m. si possono ammirare alcuni esemplari. Vista la scolopendra proseguendo sulla strada si trova il centro abitato di Bregazzana,  dove oltre alle case d’epoca che ricordano la vita di una comunità essenzialmente dedita all’agricoltura è presente una chiesa con il fonte battesimale realizzato dal Pogliaghi per conto del Magnani allora proprietario della birreria Poretti; scendendo verso il centro abitato all’ingresso di un cortile si vede il resto di un affresco settecentesco dedicato a Maria; se poi ci si recasse al cimitero si potrebbe vedere un elefante in bronzo usato per decorare la tomba della famiglia Magnani.

 I lettori che volessero rettificare  o integrare quanto scritto possono inviare le loro osservazioni all’indirizzo colter@alice.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 gennaio 2015
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