Le proposte della Fim Cisl per Finmeccanica

Oltre 110 delegati in rappresentanza delle aziende del gruppo hanno fatto il punto della situazione rispetto al prossimo piano industriale del gruppo industriale

Si è riunito il coordinamento nazionale di Finmeccanica, che ha visto la presenza di oltre 110 delegati in rappresentanza di tutte le aziende del gruppo e del segretario generale nazionale Fim Cisl Marco Bentivogli, per presentare la posizione della Fim Cisl rispetto al prossimo piano industriale del gruppo industriale.

RISANARE E RILANCIARE
Sarà fondamentale che la nuova Finmeccanica operi in funzione della crescita industriale interna e internazionale, per giocare un ruolo da protagonista nel rilancio dell’economia del nostro Paese. Questo lo potrà fare solo se riuscirà a coniugare risanamento dei conti e investimenti da una parte e dall’altra potenziamento ed ampliamento della sua presenza internazionale con prodotti redditizi ed innovativi, valorizzando al massimo le alleanze internazionali alle quali già oggi partecipa e ricercandone altre con una visione strategica.

UN SYSTEM INTEGRATOR IN TUTTI I SETTORI: CIVILE, DIFESA E SPAZIO
La capacità di fare sistema e di valorizzare in modo duale gli investimenti, deve diventare un punto cardinale per il rilancio del gruppo: il mercato civile pur avendo in alcuni ambiti sue peculiarità, non si può considerare disgiunto da quello della difesa. È indispensabile considerare che sempre più gli investimenti tecnologici nella difesa hanno ricadute ed utilizzi duali.
Inoltre settore spaziale da anni è uno dei maggiori ambiti nei quali si concentrano gli investimenti europei e internazionali considerandolo un’area di forte evoluzione dove consolidare una supremazia ingegneristica e un vantaggio tecnologico strategico.

ALLEANZE INTERNAZIONALI
Le alleanze internazionali non vanno viste come merce di scambio o strumenti per far quadrare i conti di Finmeccanica, ma come ambiti dove far valere il proprio peso. Serve esercitare un maggiore controllo nell’ambito della governance dell’indirizzo e controllo di MBDA, Thales Alenia Space e Telespazio all’interno dei CdA, per lo sviluppo dei prodotti oltre che per le ricadute industriali ed occupazionali nel nostro Paese per avere la necessaria autonomia nei confronti del mercato ed evitare di essere esposti ai giochi di interdizione da parte dei competitors.

UN’INDUSTRIA DEL PAESE
Questa fase di profonda crisi ha messo in luce che l’estremo bisogno per il nostro Paese almeno di confermarsi come seconda industria europea e ottava al mondo, non può che passare attraverso lo sviluppo di produzioni tecnologiche, ingegneristiche e manifatturiere d’avanguardia per recuperare svantaggi competitivi e creare sempre più occupazione anche nelle costruzioni, ma poco esposta alla competizione internazionale sul costo del lavoro.
Per fare questo serve uscire dal paradosso secondo il quale l’Italia rimane l’unica in Europa a non difendere con le unghie e con i denti le proprie attività strategiche civili e della difesa, anche forzando le regole relative al sostegno all’industria nazionale così come fanno spesso impunemente francesi e tedeschi. Il governo italiano, non può trattare Finmeccanica come una normale azienda privata ma deve assumere il ruolo di primo attore commerciale e tradurla in leva importante e fondamentale di politica estera, così come fanno nel resto dell’Europa e del mondo.

I NUOVI PILASTRI DI FINMECCANICA
La Nuova Finmeccanica deve dotarsi di una struttura efficiente e produttiva, eliminando gli sprechi e la possibilità che si rigenerino. Concentrare l’attenzione sui prodotti proprietari in una logica sempre più duale, per generare maggiori opportunità commerciali e maggior efficacia degli investimenti a partire dallo sviluppo del New Generation Turbo Prop e dei Velivoli Senza Pilota, mantenendo attività di costruzione.
Investire importanti risorse in ricerca e sviluppo e rafforzare le capacità industriali attraverso l’efficientamento dell’insieme del suo sistema industriale, recuperando disomogeneità e ad alti costi. Diventare un system integrator che non realizza necessariamente “tutto” ciò che vende, ma è nelle condizioni di proporsi come prime contractor di una grande architettura, detenendo tutte le competenze per la gestione dell’intero ciclo di vita del prodotto.
Recuperare la capacità di strutturare le reti di post vendita e services efficienti, per beneficiare di tutta la catena delle competenze e del valore e quindi dell’insieme della redditività con migliori opportunità economiche e di esportazione.
Deve essere in possesso delle intere competenze per lo sviluppo dei sistemi. Serve quindi internalizzare le attività sistemiche strategiche, decentrando le fasi marginali, no-core e a basso valore aggiunto sia produttive che legate allo sviluppo dei prodotti.
Accendere un riflettore su tutte le attività esternalizzate e razionalizzare l’Albo dei Fornitori attraverso la qualificazione e la certificazione degli stessi, valutandoli anche sul versante dell’eticità, valorizzando le aziende virtuose, tenendo conto della relazione di queste con i territori.
Analizzare sino in fondo l’opportunità di mantenere Ansaldo Breda e Ansaldo STS all’interno del sistema Finmeccanica aziende e produzioni che continuiamo a ritenere importanti ed integrabili con il gruppo.
Può e deve valorizzare le importanti risorse umane di cui dispone all’interno, cercando anche chi dirigente, quadro, impiegato e operaio, da sempre vuole dare il proprio contributo ma è sempre stato lasciato ai margini.

IL RUOLO DEL SINDACATO
A Finmeccanica va lanciata la sfida per una nuova partecipazione che veda i lavoratori protagonisti delle scelte strategiche e del rilancio dell’azienda. La vera svolta, sarà l’investimento reciproco su relazioni industriali partecipative ad ogni livello, sotto il segno della sostenibilità e come nelle migliori esperienze nord-europee, operando verso una vera democrazia industriale, da praticare e verificare quotidianamente, premiando il lavoro e il merito.
Siamo convinti che una governance d’impresa che favorisce il protagonismo responsabile dei lavoratori, rafforza il ruolo dei lavoratori e del sindacato e al contempo rafforza l’impresa, la rende più reattiva, sostenibile, solida: per questo va data concretezza ai contenuti del protocollo sulle relazioni sindacali e sulla partecipazione sottoscritti 16 aprile del 2013.
Siamo pronti ad affrontare questa nuova sfida senza pregiudizi ma con le capacità, la coerenza e la determinazione che le donne e gli uomini della Fim Cisl hanno sempre dimostrato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2015
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