Legambiente attacca: “La tangenziale è costata 70 milioni a km”

Cigno Verde contro il tratto di tangenziale tra Gazzada Schianno e Vedano Olona che sarà inaugurato sabato: "Verrà usata solo se gratis e i mancati introiti li pagheranno tutti i cittadini lombardi, a discapito dei treni"

Legambiente torna alla carica contro Pedemontana a meno di 24 ore dall’inaugurazione della tangenziale di Varese da parte dei vertici di Regione Lombardia. Il Cigno Verde non risparmia critiche a nessuno, compreso il principale partito di opposizione, e fa i conti della serva sottolineando come quest’opera sia costata 70 milioni di euro a km. 

L’inaugurazione – «Si potrebbe definire un’autostrada bipartisan, la tangenziale di Varese. Sarà perchè Varese è il centro nevralgico della politica regionale, in cui risiedono presidenti di Giunta e di Consiglio Regionale, ma anche capigruppo e segretari del maggior partito d’opposizione. Possiamo solo immaginare la calca al taglio del nastro che domattina darà il via alla rampa veloce dove gli automobilisti potranno finalmente toccare per un attimo i 100 all’ora. Sono solo 4 chilometri, una distanza che un ciclista non allenato percorrerebbe in meno di 10 minuti, ma poco importa, i tagli di nastro sono pur sempre una bella occasione per rafforzare il rapporto tra politici ed elettori del collegio».

I costi – E’ costata tanto l’opera: 300 milioni di euro, oltre 70 a km, pagati dallo Stato grazie «ad una spregiudicata operazione che ha concentrato sul collegio elettorale di Varese praticamente l’intera quota di contribuzione pubblica al project financing, che invece avrebbe dovuto essere spalmata sull’intero progetto autostradale. Mentre i soldi privati non arrivano (nonostante lo sconto fiscale miliardario garantito dal Governo) e la concessionaria Serravalle, proprietaria di 4/5 del pacchetto azionario di Pedemontana e a sua volta controllata da Regione Lombardia, sprofonda nel debito» – sottolineano gli ambientalisti. Legambiente sottolinea anche un’altro aspetto, punzecchiando il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni: «Intanto il presidente Maroni annunciava: ‘il pedaggio lo paga lui’ (con i soldi dei contribuenti). E non bisognerà nemmeno esibire un documento che attesti di essere cittadini lombardi DOC: quando si parla di strade, la pacchia è per tutti. Tranne che per i pendolari, che si vedranno aumentare le tariffe del TPL: ma da qualche parte i soldi bisognerà pur trovarli».

«L’Europa intera preme alla porte di Varese per godere di questa nuova meraviglia della scienza e della tecnica: il nuovo tratto di tangenziale che in ben 4 km concentra tutto lo scibile stradale: gallerie, sottopassi, viadotti, corsie multiple, svicoli labirintici – dichiara sarcastico Alberto Minazzi per il coordinamento dei circoli Legambiente di Varese -. Realizzato il sogno del nonno di Maroni, evidentemente un politico lungimirante che sarebbe assai orgoglioso del nipotino. Chissà se pagherà anche il biglietto dei viaggiatori dell’Arcisate-Stabio. Non parliamo oggi dei costi ambientali, per quello basta fare un giro a telecamere spente, ma le opere di compensazione sono di là da venire».

Secondo il PEF (Piano Economico Finanziario) di Pedemontana riapprovato dal CIPE nel 2014, – riporta Legambiente –  aprire le prime tratte senza pedaggio per tutto il 2015 significa minori ricavi di 15 milioni. Ma aprire le tratte di Pedemontana costa altrettanto, ovvero 15 milioni, per il suo funzionamento. «L’apertura gratis, oltre che sulle finanze pubbliche, avrà – proseguono – anche effetti negativi perché non permette di capire quale sia la vera domanda di traffico della tangenziale di Varese che duplica la provinciale esistente e sarà utilizzata solo se gratis. 15 milioni possono apparire poca cosa rispetto ai 4 miliardi che ancora mancano per il completamento dell’intera autostrada, ma impongono una riflessione e un ripensamento della gigantesca infrastruttura che affianca profili di altissimo impatto ambientale ad un quadro di grave e inaccettabile insostenibilità finanziaria».

Infine una riflessione su dove va l’Europa e dove va l’Italia, in tema di mobilità: «In tutta Europa i Governi si sforzano di mettere in atto le indicazioni del Libro Bianco dei trasporti della Commissione Europea: significa sviluppare politiche per favorire il trasferimento di merci e viaggiatori dalla strada al trasporto collettivo – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – solo in Lombardia, che è la regione con il più alto livello di motorizzazione privata d’Europa e con i più seri problemi di inquinamento da traffico, si fa esattamente l’opposto: la Lombardia che dovremo raccontare ai visitatori di Expo sarà una regione con le ferrovie in dissesto e decine di cantieri per opere autostradali inutili».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2015
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