Matteo Renzi all’Europarlamento: “Fatti non foste per viver come bruti…”

Il premier cita Dante nel discorso di chiusura del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea e auspica un'Europa dei popoli e non della burocrazia

"Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza". Matteo Renzi ha scelto una delle più famose frasi della Divina Commedia per il finale del discorso conclusivo del semestre di presidenza italia adell’Unione Europea.

Un discorso – in un’aula molto poco affollata – in cui il premier ha affrontato diversi temi, con inevitabili richiami ai fatti di Parigi e all’idea del ruolo che l’Europa dovrà giocare nell’immediato futuro: «Ho visto in piazza a Parigi uomini e donne che non si rassegnavano alla paura, che testimoniavano che l’Europa è più forte degli attentati. Certo che c’è il nemico, ma non è la religione. Il nostro rischio è che la paura ci possa bloccare. Ma alzare muri non è la soluzione. Da uomo di governo e di sinistra aggiungo che non lasceremo mai la parola identità a chi ci critica. Il contrario di identità è anonimato, il contrario di integrazione è la disintegrazione. In questo mondo i nostri nemici puntano a cambiare il nostro modo di vivere. Ma se noi saremo classe dirigente, faremo tornare l’Europa a fare il suo mestiere. Non il modello di Europa basato su economia e vincoli, ma quello di un continente che punta al cambiamento".

Renzi ha insistito più volte sul tema del cambiamento: "Noi dobbiamo essere alla guida del fenomeno del cambiamento, perchè o l’Europa cambia o diventerà il fanalino di coda del mondo".
Il premier durante il discorso ha anche chiesto un  applauso per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da sempre europeista convinto, che in queste ore sta per lasciare l’incarico, e ha ricordato l’appuntamento con Expo e con i temi centrali della manifestazione: nutrire il Pianeta, affrontare il problema della fame e delle risorse.

 "L’Italia, fedele al suo messaggio di civiltà, lavorerà ad un’Europa sempre più dei popoli e sempre meno della burocrazia", ha concluso Renzi passando il testimone alla Lettonia, che guiderà l’Unione Europea nei prossimi sei mesi.

E proprio ieri la Lettonia è stata protagonista al Jrc, il centro comune di ricerca di Ispra, della cerimonia di "cambio della guardia" che si rinnova ogni semestre.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2015
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