Morgione: “Io non sono Charlie, ma sto con Charlie”

Il famoso vignettista prende posizione sulla strage parigina con l'uccisione di quattro giornalisti di satira del giornale Charlie Hebdo

"Io non sono Charlie, non mi piace la loro satira, non l’ho mai condivisa. La trovo oltraggiosa, volgare, ma difendo Charlie perché ha il diritto democratico di pubblicare quello che vuole".
Gaspare Morgione, uno dei maggiori autori di satira in Italia, esprime una posizione forte sull’attacco al giornale satirico francese. 
"Sono rimasto ammutolito e sconvolto da quello che è successo a Parigi. Non sono riuscito nemmeno a far nulla perché occorre tenere a freno le emozioni e stavolta non era proprio possibile".
Conoscevi la rivista Charlie Hebdo?
«La conosco da tanto tempo e ho il loro sito internet tra i miei preferiti. Ogni tanto la consulto, ma non mi ha mai fatto ridere. Loro hanno sempre fatto una satira sgradevole anche graficamente. La trovo blasfema. Un po’ come se a farla fossero degli studenti scapestrati che sbeffeggiano tutti. Io non mi ritrovo in quello stile, in quel modo di fare satira. È facile insultare, ma l’insulto non fa riflettere. Preferisco l’ironia e qualcosa che faccia riflettere. Il mio lavoro ha sempre cercato di andare in quella direzione. Se poi riesco anche a far ridere… allora ho raggiunto anche il miracolo».

Conoscevi qualcuno della rivista?
«Personalmente no, ma da tanto tempo seguivo Wolinsky perché era quello che aveva maggiori rapporti con l’Italia».

Fin dove si può spingere la libertà di satira?
«La libertà per la satira deve esser assoluta. Guai a mettere legacci. C’è solo un limite: quello imposto dal diritto, dal codice penale. Se una persona si ritiene lesa in un proprio diritto deve rivolgersi alla magistratura e non certo alle armi. Charlie Hebdo ha il diritto di fare la satira che più gli piace e nessuno ha il diritto di tappargli la bocca».

Mani assassine hanno fatto diversamente…
«È terribile, assurdo… spero però che loro continuino a fare quello che hanno sempre fatto. È la migliore risposta a chi non vuole la democrazia».
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 gennaio 2015
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