Continua il botta e risposta sull’Oasi del Rifugiato

Non si ferma lo scambio di corrispondenze tra il presidente del consiglio comunale, Stefano Cecchin, e i vertici dell’associazione che collabora nell’assistenza ai richiedenti asilo presenti in città

Continua il botta e risposta a mezzo stampa tra il presidente del Consiglio Comunale di Samarate e i vertici dell’Oasi del Rifugiato in merito al coinvolgimento della stessa nel centro di accoglienza per richiedenti asilo della città. Ecco la nuova missiva di Stefano Cecchin

Gentile Dr.ssa Kongkaew,
nel ringraziarLa della tempestività della sua cortese risposta, non posso, purtroppo, non rimarcare l’assoluta elusività della stessa in relazione alle richieste e agli inviti puntuali contenuti nella mia lettera aperta.
Non voglio tediare i lettori riproponendoli qui ora.
E ‘ sufficiente, per il momento, rammentare come non vi sia traccia nella Sua nota di alcun chiarimento sugli eventuali rapporti (se ne esistono) tra la ONLUS Oasi del Rifugiato (ONLUS che opera "gratuitamente", come ha voluto Lei stessa ricordare e rimarcare) e i soggetti beneficiari delle rilevanti provvigioni pubbliche destinate a garantire il decoroso e civile sostentamento dei profughi ospitati non solo a Samarate, ma anche nelle altre città della provincia.
Non e’ infatti privo di interesse sapere dell’esistenza o meno di relazioni (se ne esistono) di qualunque titolo e natura, da quelle economiche e di affari a quelle parentali e affettive, che eventualmente leghino tra loro i componenti /fondatori/soci/dipendenti delle realtà ONLUS e societarie coinvolte nella concreta gestione del progetto.
Un collega consigliere mi ha segnalato come sia possibile avere contezza almeno parziale delle risorse assegnate e dei beneficiari delle stesse consultando direttamente il sito web della prefettura varesina o semplicemente rileggendo articoli già apparsi su questo quotidiano online. La lettura e’ stata utile, ma continuo a preferire e pretendere informazioni e spiegazioni dirette da parte dei soggetti coinvolti.
A onor del vero non ho trovato nel suo riscontro neanche un accenno di disponibilità da parte Sua a nome della ONLUS e del soggetto materialmente destinatario dei soldi pubblici a fornire "quei dati e quelle informazioni di natura organizzativa, bilancistica ed etica (i.e. bilanci degli ultimi tre esercizi; numero e funzioni dei collaboratori; fedina penale e carichi pendenti dell’amministratore e dei soci) utili a rassicurare tutti della sua adeguatezza al compito che gli e’ stato affidato" .
Essendo, poi, la richiesta di tali chiarimenti comune a tutte le diverse e quand’anche contrapposte forze politiche locali, nonché alla cittadinanza nel suo insieme, quale che sia il suo orientamento e il suo giudizio sulla sindacatura in corso, poco credibile risulta essere il suo riferirsi alla imminente campagna elettorale amministrativa, come se tale esigenza di trasparenza possa essere confusa con un maldestro tentativo di strumentalizzazione locale.
Nel rammaricarmi di questa Sua certo cortese, ma non per questo, purtroppo, meno palese reticenza, La saluto cordialmente, auspicando che le istituzioni chiamate in ultimo a rispondere della corretta gestione dei progetti di accoglienza si adoperino con maggiore e piu’ incisivo impegno nel fornire i chiarimenti attesi e dovuti; tali delucidazioni -ripeto – non potranno che migliorare la disponibilità all’accoglienza gia’ presente non solo nell’ istituzione comunale, ma anche nell’animo dei samaratesi.
Mi pare sia stato Mao Tse-Tung a dire che solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa; sinceramente credo che gli amministratori e i consiglieri di minoranza e maggioranza del mio comune che hanno sollevato il problema della gestione dei profughi non corrano questo rischio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2015
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