Greta e Vanessa, Gentiloni: “Italia contraria a riscatti”

La relazione di fronte alla camera del ministro degli Esteri in merito al rapimento e al rilascio delle due cooperanti italiane. "È inaccettabile che qualcuno dica che se la sono cercata". Il pensiero per gli altri due ostaggi in Siria, Padre dall’Oglio e Lo Porto

greta e vanessa

Sul sequestro di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo è aperta un’indagine della magistratura e l’Italia sul tema dei rapimenti non è disposta al pagamento di riscatti: notizie inattendibili che si confondono col quadro di false rivendicazioni e depistaggi che si sono succedute in oltre cinque mesi di rapimento. Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri parla alla Camera dei Deeputati relazionando sul sequestro e la liberazione delle due cooperanti italiane.
La sua ricostruzione parte proprio dal rapimento: «Le due ragazze sono entrate il 28 luglio in Turchia per effettuare un sopralluogo in Siria dove già in due altre occasioni erano state per dare seguito ad un progetto socio sanitario».
«Una volta entrate in Siria sarebbero sempre state scortate da elementi siriani armati e non hanno mai informato personale italiano; sono state rapite la notte fra il 31 luglio e il primo di agosto nei presi di Aleppo nell’abitazione di un conoscente del luogo. Quella notte un nutrito gruppo di uomini amati ha prelevato le due. La notizia della scomparsa è stata ricevuta dalle autorità italiane la mattina primo agosto. I servizi di intelligence hanno subito stabilito un canale diretto con le famiglie: più volte i familiari sono stati ricevuti presso l’Unità di crisi e mantenuti in constante contatto».
Difficile risalire secondo il Ministro al gruppo che ha gestito il sequestro per via del fatto che è difficile segnare un preciso confine fra le attività criminali: di certo si sa che il rapimento è avvenuto nella zona controllata da Al Nusra: nel corso della vicenda si è sviluppata una guerra mediatica fra terroristi che hanno fatto filtrare indiscrezioni attribuendosi la paternità del rapimento, accreditandosi come mediatori e di fatto realizzando una serie di depistaggi che hanno complicato il quadro.
paolo gentiloni fotoGentiloni nella sua relazione ha parlato anche della questione legata alle voci che si rincorrono in queste ore in relazione al pagamento di un riscatto: «Indiscrezioni prive di fondamento e veicolate da gruppi terroristici. Voglio ribadire che in tema di rapimenti le regole adottate dal nostro Paese sono quelle condivise sul piano internazionale. La nostra è la linea seguita nel tempo di governi che si sono succeduti: è la linea dell’Italia. Ricordo che sono tre i connazionali liberati da un anno a questa parte in Siria. E sono stati liberati anche 8 ostaggi provenienti da numerosi paesi paesi. Siamo contrari al pagamento di riscatti. Nei confronti degli italiani la nostra priorità tesa all’integrità della vita».
In conclusione il responsabile della Farnesina ha lanciato un invito alla prudenza: «Greta e Vanessa saranno le prime a condividerli. Tali inviti valgono per tutti: inaccettabile che in questo caso qualcuno si sia spinto a dire che se la sono cercata, magari perché sono due giovani donne e cooperanti. Queste settimane ho visto in tanti campi profughi generosità e coraggio e l’Italia ha bisogno di questi cooperanti e questi volontari che devono coordinarsi con lo stato e le sue rappresentanti all’estero. Sul terrorismo l’Italia non accetta lezioni da nessuno».
Altri due rapiti, ha ricordato il Ministro, sono presenti in Siria e hanno bisogno del sostegno dell’Italia: «Un pensiero speciale va alle famiglie di Padre Paolo dall’Oglio e Giovanni Lo Porto».

Il rapimento di Greta e Vanessa 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2015
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