Omaggio a Enrico Baj e al mondo delle idee

Intervista a Laura Orlandi curatrice della mostra allo Spazio Lavit che rende omaggio all'artista a undici anni dalla sua morte. Riallestita la famosa opera di diciannove metri esposta da Marconi a Milano

Una grande tela, lunga più di 19 metri dà il titolo alla mostra personale che lo Spazio Lavit dedica a Enrico Baj. Un’occasione di riscatto per Varese dopo la grave mancanza di una mostra celebrativa nel decennale della morte di questo grande artista, che ricorreva nel 2013.

L’esposizione in corso dal 24 gennaio al 7 marzo fa scoprire l’ecletticità dell’artista, grazie all’abbinamento di lavori di periodi diversi. Enrico Baj, grande maestro del Novecento – fondatore del Movimento dell’arte Nucleare – dissacrante, ironico ed originale, è versatile e capace di rinnovarsi sperimentando tecniche materiali e stili diversi.  

Abbiamo incontrato Laura Orlandi curatrice della mostra, insieme alla moglie dell’artista Roberta Cerini Baj. 

 

Il titolo prende spunto da un’opera: di cosa si tratta?
Il mondo delle idee è una tela di 19 metri che viene esposta per la prima volta in maniera lineare, su un’unica parete. È un lavoro che è stato mostrato pochissime volte al pubblico, proprio per il suo formato importante. Nel 1983 Baj la espose da Marconi, a Milano ma su tre pareti contigue. È un’opera veramente straordinaria che, da sola, meriterebbe una mostra. Per questo abbiamo deciso di intitolare così l’esposizione e anche perché in questo grande lavoro è racchiuso il “mondo” dell’artista. Un universo variegato ricco di persone e simboli; tra loro c’è anche Ubu, (soggetto ricorrente in Baj) il personaggio nato dalla fantasia surreale di Alfred Jarry e portato alla ribalta dalla pièce teatrale Ubu Re. Attore da palcoscenico francese così geniale da dare il via alla Patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie.

 

Che opere ci sono in mostra?
Abbiamo oltre al Mondo delle idee altri tre teli, due dei quali dedicati alle storie di Ubu Re mentre il terzo è un’opera particolarissima (esposta raramente in altre mostre) che Baj ha realizzato con legni grezzi, naturali. Ci sono le Maschere (famosissimi assemblaggi di materiali d’uso comune), i Totem, una ricca selezione grafiche e una grande tela in feltro dedicata alle “Impressioni d’africa”. C’è un grande Generale, ma non voglio svelare in che materiale è realizzato…è da vedere! (anzi di Generale ce n’è anche un altro..). 
Sono esposti anche i gruppi lignee del Senufo (1999) e del Ghota africano (1999), una serie di piccole sculture che sono state ben descritte dal poeta e critico d’arte francese Alain Jouffroy nel testo Di fronte agli dei Senufo e ai re d’Africa. Si legge: “In queste due serie, sui Senufo e sui re africani, Baj utilizza generalmente un legno splendidamente bianco e non impiega che molto discretamente il colore. Si tratta di totem e di maschere poeticamente reinventate, rifatte alla maniera di Baj, con oggetti incorporati e incollati sul legno, mai imitazioni, meno ancora caricature o parodie ironiche. Sono testimoni della conoscenza che Baj può avere della scultura africana e della fonte di ispirazione che essa ha potuto rappresentare per lui. Baj a volte vi incolla dei numeri, come se fossero oggetti registrati e classificati in un museo: una specie di collezione africana immaginaria, che deriva dallo spirito di Raymond Roussel, dalle sue Impressioni d’Africa e dalle Nuove Impressioni d’Africa piuttosto che dall’etnologia”.

 

Qual è l’aspetto meno conosciuto di questo grande artista?
Molte opere esposte, come dicevo, sono state viste raramente dal grande pubblico. L’intero allestimento, costruito in maniera suggestiva e un po’ teatrale, fornisce l’opportunità di scoprire aspetti meno noti di Baj. Aspetti che ho avuto l’opportunità di conoscere frequentando Roberta Cerini Baj (co curatrice della mostra) e il magnifico archivio che gestisce.
La scelta è stata quella dedicare una mostra al grande Baj, dopo la mancanza a Varese di una retrospettiva in occasione del decennale della morte (ricorreva nel 2014). Abbiamo selezionato, con la collaborazione di Alberto Lavit i lavori, per lo più lignei e abbiamo costruito un’esposizione a mio avviso ricca di spunti che analizza una parte dell’universo di Baj, artista eclettico e di grande respiro europeo ed internazionale.

 

ENRICO BAJ  | IL MONDO DELLE IDEE 
Dal 24 gennaio al 7 marzo 2015 | A cura di Roberta Cerini Baj e Laura Orlandi
Orari: da martedì a domenica 17-19.30
INGRESSO LIBERO
INAUGURAZIONE 24 GENNAIO ORE 17.30
Per info Tel. 0332 312801 | Mobile. 335 7119659
www.spaziolavit.com | info@spaziolavit.com 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2015
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