Parla l’amica di Eva: “Mi disse che la suora abusò di lei”

Fu una delle ultime persone a vederla prima del suicidio: «Prima di morire mi disse che avrei dovuto difenderla dalle falsità su di lei». L'amica di infanzia: "Don Alessandro mi disse che fu istigata a suicidarsi"

«Eva mi disse che non avrebbe più frequentato l’oratorio e che avrei dovuto continuare io a raccontare la verità su di lei». Sono le parole di Monica Guanzini, l’amica di Eva Sacconago ha testimoniato al processo nei confronti di Mariangela Farè, la ex-suora accusata di stalking, violenza privata e abusi sessuali nei confronti della ragazza che si tolse la vita a soli 26 anni nel giugno 2011 lasciando diari, lettere e un video nel quale aveva raccontato tutto il suo calvario umano e spirituale vissuto con la suora. Quelle frasi le aveva dette qualche giorno prima di mettere in atto il terribile gesto.

 L‘amica che vedeva con maggiore frequenza ha parlato questa mattina in aula per testimoniare, su richiesta del pm Cristina Ria, su quanto è di sua conoscenza in merito alla relazione tra la giovane e la suora. La donna, visibilmente commossa durante tutta la testimonianza, ha raccontato di come le due hanno stretto il loro legame di amicizia molto stretto, un sodalizio che «Eva cercava di preservare da suor Mariangela per evitare che lei ci allontanasse» – ha raccontato. La conobbe dopo un incontro con don Alessandro Bonura al quale presenziò anche lei e nel tempo instaurarono un rapporto molto stretto: «Un giorno mi invitò a casa sua per un caffè e mi raccontò di aver subito abusi sessuali e da quel momento si è instaurato un rapporto molto intenso». Anche Monica era un’educatrice dell’oratorio di Sant’Edoardo.

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La donna ha confermato che Eva era perseguitata dalle telefonate continue della suora: «In diverse occasioni ho potuto notare che uno dei suoi cellulari squillava in continuazione e che lei non rispondeva, poi si confidava e mi diceva che era suor Mariangela che la chiamava in continuazione. Un giorno mi rivelò che aveva avuto dei rapporti con la suora sotto costrizione». La Guanzini ha raccontato della denuncia che Eva fece a giugno e che poi ritirò, del rapporto con don Alessandro e delle voci che giravano sul fatto che Eva avesse una relazione col prete, che fosse rimasta addirittura incinta, degli appostamenti che tale Paolo faceva sotto casa di Eva per spiare chi entrava e usciva da casa sua. Fatti che descrivono un ambiente oratoriano, attorno alla povera Eva, che nell’ultimo periodo della sua vita si era fatto opprimente e poco salubre per la sua già difficile situazione psicologica: «Quando mi disse che non voleva più mettere piede in oratorio e che avrei dovuto continuare io mi sentii quasi sollevata perchè pensavo che volesse cambiare vita – ha raccontato l’amica – invece dopo pochi giorni si suicidò». La difesa di Mariangela Farè ha cercato di mettere in discussione la credibilità della teste facendo emergere le incongruenza tra il primo interrogatorio, eseguito nell’immediatezza di quella tragica vicenda e nel quale l’amica puntava il dito nei confronti di don Alessandro e di un certo Paolo che la pedinava. Molte le precisazioni dei due legali Raffaella Servidio e Fabrizio Busignani che hanno cercato di scalfire il racconto della donna partendo dal fatto che non aveva mai visto la suora a casa di Eva.

Subito dopo è toccato a Manuela Falletta, coetanea di Eva con la quale ha condiviso un’intensa amicizia nata alle scuole medie poiché erano in classe insieme, consolidata all’oratorio dove avevano condiviso il catechismo, il gioco e anche il ruolo di educatrici: «Eva si legò a suor Mariangela sin dal suo arrivo, la presenza della suora fu vista da tutti come positiva all’inizio ma presto divenne ingombrante perchè non lasciava mai spazi liberi a noi ragazzi – ha raccontato la 31enne – in ogni attività era sempre presente e questo infastidiva molti ma non Eva che, invece, era sempre al centro dell’attenzione della suora con abbracci, rimbrotti e carezze che riservava quasi esclusivamente a lei. Non lo trovavamo un comportamento consono ad una suora». Se fino alla morte di Eva la sua amica non aveva sospettato nulla della relazione tra l’amica e la suora, subito dopo la sua morte la ragazza, nel frattempo stabilitasi in Francia dagli anni dell’università, cominciò a ricevere messaggi dalla suora e richieste di telefonate: «Era disperata per la morte di Eva, cercavo di consolarla ma lei piangeva ogni volta al telefono e puntava il dito contro don Alessandro e Monica fino a quando mi confessò il suo odio per loro, li considerava colpevoli della sua morte». Poi la suora venne arrestata e i rapporti con Manuela si interruppero definitivamente.

In uno dei rari e brevi ritorni a Busto Arsizio Manuela cenò una sera con Don Alessandro per cercare di capire cosa c’era dietro al suicidio di Eva: «Il don non mi disse molto perchè doveva rispettare il segreto del confessionale ma mi disse che Eva aveva subito cose molto brutte e che forse era stata istigata al suicidio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2015
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