“Polizia islamica e moschea con la tessera”

La proposta di Samir Baroudi, portavoce della comunità musulmana. "Abbiamo bisogno di più collaborazione con tutti. Potremmo istituire una polizia islamica o comunque un servizio d'ordine"

“Ho un’idea per il futuro, proporre delle tessere nominali per chi frequenta il centro culturale islamico. In questo modo potremmo avere più certezza sull’identità delle persone che vengono a pregare”. Il portavoce della comunità islamica di Varese, Samir Baroudi (foto), teme che gli attentatidi Parigi e la notizia sull’espulsione di un marocchino che risiedeva in provincia di Varese, possano gettare fango sulla sua comunità.

E rilancia: “Evitare guai è la nostra priorità, vogliamo collaborare sempre di più con le forze dell’ordine, e magari anche segnalare la presenza di persone che non conosciamo e di cui non siamo sicuri. Potremmo istituire una polizia islamica o comunque un servizio d’ordine, in contatto con lintelligence italiana". 

Baroudi nega che nella moschea di via Giusti vi siano dei frequentatori sospetti: “Spesso in stazione si radunano dei poveretti che hanno bisogno di una casa e di un lavoro. Noi li aiutiamo, cerchiamo di indirizzarli, ma da noi nessuno ha mai detto cose violente. Islam è pace”.

Il futuro? “Abbiamo una querelle aperta con il comune perché volevamo creare un centro culturale comprando un capannone in via Pisacane, vicino all’autostrada. Era già cosa fatta, ma il comune non vuole cambiare la destinazione d’uso. L’ingresso con tessera potrebbe nascere proprio in quella sede e magari potremmo anche aprirci a tutti i cittadini, e organizzare corsi anche con persone di altre confessioni, tutti potrebbero avere la tessera, e come si fa nelle associazioni o nei circoli”. Ma questa proposta potrebbe portare a più sicurezza?

Il sindaco di Varese Attilio Fontana è scettico: “Non scherziamo, non è una tessera di ingresso che ci garantisce da eventuali presenze terroristiche. E’ la polizia che deve controllare l’identità delle persone e la loro pericolosità, non credo che ci si possa fidare di altri. Baroudi faccia il cittadino e lasci che siano le forze dell’ordine a controllare quello che c’è da controllare”.

Ma esiste un pericolo legato alla moschea di via Giusti a Varese? La provincia di Varese è stata certamente messa sotto osservazione dai Ros. L’espulsione di un marocchino di 50 anni decisa dal ministero dell’interno, un uomo che ha abitato a Gallarate, lo testimonia.

Altre espulsioni furono decise negli anni scorsi, un tunisino di Varese nel 2005, l’imam della moschea di Gallarate sempre nel 2005 (ma fece ricorso e tornò in Italia) e ancora tunisino e un marocchino sia a Malnate che ad Azzate.

L’imam di Gallarate Mohamed Mafhoudi fu condannato per terrorismo in primo grado e assolto poi in appello, uscendone pulito. Nel 2004 venne nella nostra redazione per una intervista. Tuttavia fatti specifici di predicazioni violente legate allo stabile di via Giusti, o prediche di imam che inneggiassero al terrorismo, dal 2005 a oggi non ce ne sono. In quell’anno furono indagati tre frequentatori della moschea, tra cui l’imam Zergout, ma furono assolti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 gennaio 2015
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