Poz e Varese, che lezione a Vitucci

La Openjobmetis risorge ad Avellino e travolge la squadra dell'ex tecnico biancorosso (67-91). Callahan e Rautins trascinano, bene Robinson sull'orlo del taglio

Chi ci capisce qualcosa è bravo. La stessa Openjobmetis che sette giorni fa si è schiantata in casa con Pistoia, diventa travolgente sul campo di Avellino e costringe a una sculacciata memorabile la squadra dell’ex coach biancorosso Vitucci. In Irpinia finisce 67-91 in mezzo agli applausi che il pubblico regala agli ospiti, dopo aver sommerso di fischi i padroni di casa. Giusto così perché questa volta coach Pozzecco – che nelle settimane passate si è preso la sua parte di critiche – mette nel sacco da cima a fondo lo strapagato tecnico rivale, con una serie di mosse azzeccate e con una motivazione dei giocatori che la Sidigas si sogna. Il Poz alza il quintetto in avvio per imbrigliare Anosike, fa andare i suoi a tiri rapidi che sorprendono i rivali, azzarda (e ci prende) la zona per larghi tratti nel primo tempo e poi chiede e ottiene una “uomo” dura ma corretta nella ripresa che alla lunga fa capitolare i campani.

(Callahan dominante sui due lati del campo / foto Pallacanestro Varese)

Poi, come è accaduto in altre occasioni, è fondamentale l’apporto del tiro pesante: Rautins e Callahan tornano a essere spiritati dall’arco con un complessivo 8/10 che fa saltare le ultime resistenze imbastite da Cavaliero e Cortese per i “Lupi”. Ma sarebbe un errore pensare che (altre volte è accaduto) la Openjobmetis abbia vinto solo per questo: Varese ha selezionato meglio di altre volte i tiri, cercando anche di attaccare l’area con Diawara e mostrandosi molto reattiva a rimbalzo offensivo. Su tutti, il già citato Callahan, autore di una prova devastante con 16 punti, 12 rimbalzi, 28 di valutazione… e dire che il lungo ex Verona non era neppure tra quelli che dovevano farsi perdonare le brutte prove recenti. E poi ci sarebbe un Dawan Robinson da 17 punti, 8/11 al tiro (anche la tripla che chiude definitivamente il match) e 7 assist: è sull’orlo del taglio, ha lacune evidenti in regia, ma rischia forte anche perché il suo alter ego Deane (così così anche oggi) ha un prezioso passaporto bulgaro da far valere in questo basket moderno dai contorni grotteshi in questo senso. Vedremo già da domani quale sarà la scelta della società; intanto Avellino si consola con una qualificazione alle Final Eight che conti alla mano era largamente alla portata anche dei “nostri eroi”. Ora però è inutile tornare a masticare amaro sulle troppe occasioni gettate alle ortiche: adesso arriva la pausa in cui si può riattivare Kangur, poi si andrà a Cantù per iniziare un girone di ritorno che dovrà dirci qual è la vera Openjobmetis. Perché fino a ora, mica l’abbiamo capito.

COLPO D’OCCHIO – PalaDelMauro con diversi vuoti in occasione del match che vede di fronte la Sidigas dei tre ex (Vitucci, Bizzozi e Banks) a una Openjobmetis desiderosa di tornare a muovere la classifica. In tribuna non manca comunque un gruppetto di tifosi biancorossi dietro allo striscione degli “Arditi”.

PALLA A DUE – Rautins, con un febbrone per metà settimana, è comunque nel quintetto base, affidato a Dawan Robinson in regia. Pozzecco tiene fuori Eyenga in avvio e mette Callahan a dare manforte a Daniel sotto i tabelloni. Tutto straniero anche lo starting five dei Lupi: Banks è la guardia titolare, sotto canestro il “babau” Anosike, re dei rimbalzi.

(Rautins implacabile nel tiro da tre punti / foto Pallacanestro Varese)


LA PARTITA – Gli accorgimenti tattici di Pozzecco funzionano, tanto che Varese approccia bene il match anche grazie a qualche bella giocata di Daniel, tra attacco e difesa, che purtroppo non si confermerà nel resto della gara. Anche da ciò la Openjobmetis prende fiducia, allunga con la prima tripla di Rautins e consolida il vantaggio con Callahan. Avellino si affida alla classe di Banks che da solo però non può ricucire, e allora tocca a Diawara chiudere il primo periodo sul 16-25.
Il francese vive qui il proprio miglior momento e aiuta Varese a fuggire sino al 18-32 che provoca i primi fischi del pubblico di casa. Il vantaggio biancorosso resta consistente fino a oltre metà periodo, però poi la replica irpina arriva: 17-6 di parziale prima dell’intervallo grazie soprattutto alla panchina (Cavaliero, Cortese e Cadougan) e così la sirena di metà gara rimette tutto in equilibrio, 42-44.
Al rientro Avellino sorpassa subito, ma sarà il primo e ultimo vantaggio della squadra di Vitucci (a parte il 2-0 iniziale) perché la Openjobmetis non piange sul margine sprecato e anzi si affretta a ricostruirlo. Due triple a testa di Rautins e Callahan vanificano il timeout del coach biancoverde, poi tocca a Robinson riportare Varese sopra i dieci di vantaggio. Margine che si fissa sul 55-66 alla mezz’ora, dopo una palla persa di Banks che alimenta il facile contropiede di Callahan sulla sirena.

IL FINALE – Eyenga, fino a lì poco incisivo, si rende utile in avvio dell’ultimo periodo e così Varese guadagna ancora qualcosina. Il solito “braccino” però è in agguato e tra il 32′ e il 34′ la squadra del Poz perde metà del vantaggio trovando solo una tripla di Rautins in mezzo a quattro azioni mal giocate. Avellino però è a tratti inquietante, non coglie l’attimo e anzi concede alla Openjobmetis i canestri che ridanno fiducia e controllo ai biancorossi. Robinson si prende la scena per qualche minuto, con una tripla e due entrate che frantumano il muro del +20, poi è ancora lui a siglare sulla sirena il 67-91 conclusivo, che vale gli applausi ai biancorossi e i fischi ad Avellino che si consola con la qualificazione alla Coppa. Pochino, viste le mire estive e i soldi spesi, anche se un po’ quell’ottavo posto a loro e non a Varese brucia. Nel ritorno però c’è il tempo per ribaltare le posizioni.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 gennaio 2015
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