“Quali motivazioni per il cambio dei dipendenti in Municipio?”

Il consigliere comunale di Forza Italia Vito Pipolo ha presentato la seguente interrogazione a risposta sceritta al sindaco Laura Cavalotti

Il consigliere comunale di Forza Italia Vito Pipolo ha presentato la seguente interrogazione a risposta sceritta al sindaco Laura Cavalotti per: 

conoscere le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione di Tradate, a lasciare a casa n. 3 dipendenti che da oltre  5 anni hanno prestato attività lavorativa c/o questo Comune manifestando spirito di collaborazione, serietà e competenza, acquisendo professionalità per il proprio lavoro, senza riscontro di valorizzazione da parte dell’Amministrazione.

 
Chiede di conoscere se il suddetto personale nell’anno 2015 e nel rispetto del patto di stabilità (così come affermato dal Sindaco in Consiglio Comunale), si sarebbe potuto stabilizzare, in relazione al possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalle vigenti disposizioni di legge, ovvero se l’Ente ha preso in considerazione l’indizione di concorsi riservati , finalizzati a valorizzare l’esperienza professionale acquisita e maturata nel lungo periodo di servizio da parte del suddetto personale,  al fine di agevolare l’assorbimento del precariato, garantendo l’ottemperanza al principio costituzionale del pubblico concorso.
 
Non si comprende la scelta dell’Ente di sostituire n. 2 lavoratori dei  3 a tempo determinato con lavoratori occasionali di tipo accessorio che svolgono invece attività lavorativa non saltuaria, ma continuativa e programmata, in evidente contraddizione alla legge istitutiva dei buoni-lavoro (voucher- legge n. 92/2012) , in pieno sfruttamento di forza lavoro da parte di chi politicamente ha sempre combattuto ( ipocritamente) tale principio!
 
Incomprensibile  è il sistema attuato da soggetti che comunque hanno percorso lo stesso iter, ma con la fortuna di perseguire l’obiettivo della stabilità lavorativa, perché hanno avuto la fortuna d’incontrare amministratori che hanno saputo valutare la necessità dell’Ente in modo obiettivo valorizzando le professionalità dei precari, indipendentemente dalle simpatie personali e politiche.
 
Detto ciò dell’insensibilità politica ce ne siamo fatti una “ragione”… e la lettura tecnica di questa vicenda è tutta da capire. Forse bastava un po’ di coraggio e di  sensibilità che non sono nel DNA di questi “tecnici” e soprattutto  di “questi amministratori”.  
 
La presente si configura come interrogazione a risposta scritta, si attende concreto entro i termini regolamentari.
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2015
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