“Umile e attento: Maynor è piaciuto a tutti”

Max Ferraiuolo, team manager della Openjobmetis ed ex playmaker, giudica l’esordio in campionato del nuovo americano: «Lui aiuta i compagni in attacco, loro possono ricambiare in difesa»

L’esordio di Eric Maynor, neo-acquisto della Openjobmetis Varese, nel derby contro Cantù, ha sorpreso molti tifosi e lasciato qualche perplessità in altri, soprattutto a chi si è concentrato di più su una difesa non troppo attenta e un tiro non sempre preciso, più che sugli gli undici assist del playmaker americano andati a buon fine (record di giornata in Serie A). E allora, tre giorni dopo il match del "Pianella", a chi chiedere un giudizio sia tecnico che personale se non a Max Ferraiuolo, team manager dei biancorossi, lui che di “playmaking” se ne intende e che vive ogni giorno a stretto contatto con i giocatori a disposizione di coach Pozzecco?

     

(Maynor in attacco contro Stefano Gentile / foto di S. Raso)


Max, qual è stato l’impatto di Maynor sulla squadra e su tutto l’ambiente?
«L’impatto non può che essere stato positivo; la squadra aveva bisogno di un cambiamento forte, di una scossa interna che in questo caso è stato l’acquisto di Eric. Avevamo davvero bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche e non lo dico per parlare male di chi è andato a sostituire (Dawan Robinson ndr), che comunque ringrazio per il lavoro svolto. Eric è subito piaciuto a tutti; nonostante abbia avuto una grande carriera alle spalle, non si è presentato con atteggiamenti da prima donna ma con grande umiltà e voglia di lavorare. Passa moltissimo tempo a parlare con la squadra e questo non può essere che positivo. E, cosa da non sottovalutare, anche i tifosi l’hanno accolto benissimo».

Visto all’opera dal vivo, quali sono le sue caratteristiche tecniche?
«Eric è ben consapevole delle sue capacità e questo non può essere che positivo; è molto veloce, abile nel pick’n roll e nella lettura della visione di gioco. Ha tutte le caratteristiche di un leader, gioca per aiutare i compagni e trasmette grande sicurezza. Gli undici assist che ha servito nella sua prima partita, dopo una sola settimana di allenamento, su un campo difficile come Cantù non possono che essere la dimostrazione del suo impegno e della voglia di fare bene».

(Maynor e Ferraiuolo hanno iniziato a dialogare fin dall’arrivo del play a Malpensa)

E se dovessimo trovare un difetto?
«Se vogliamo trovare un piccolo limite, più che un difetto, è che in difesa è ancora un po’ soft e deve lavorare per acquistare un po’ di durezza; ma le premesse sono tutte ottimali perché migliori. Come lui aiuta i ragazzi nelle dinamiche di gioco in attacco per render loro la vita semplice, il resto della squadra è al suo servizio per aiutarlo nelle linee difensive».

Quali sono state le impressioni di Maynor sul suo debutto a Cantù? Ne avete parlato?
«È consapevole anche lui che l’inizio sia stato un po’ lento, ma con il passare del tempo è andato su di giri, anche se deve ancora prendere tutte le misure della squadra. Ovvio che i risultati alla lunga influiranno anche sul giudizio, ma ribadisco che l’impressione iniziale è buonissima, soprattutto per il carattere dimostrato. Quello che ci aspettavamo da lui per ora è stato confermato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2015
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