Una marcia interreligiosa, contro la violenza

In programma sabato 10 gennaio, la marcia è stata preparata a lungo, come momento d'incontro tra più comunità, a partire da quella islamica e cattolica: un appuntamento che ora ha un significato ancor più forte, dopo la strage di Parigi

Una marcia interreligiosa per la pace percorrerà sabato 10 gennaio le vie di Gallarate: nata come proposta che vuole coinvolgere più comunità (quella cristiana, ma anche quella musulmana e il mondo laico) per testimoniare la possibilità di convivenza pacifica, la Marcia per la pace ha assunto un significato ancora più simbolico dopo l’attacco terroristico alla sede parigina del settimanale francese Charlie Hebdò.

«Di fronte a questi fatti serve anche una presa di posizione, è un momento importante in cui bisogna cercare la pace ciascuno a partire dalla propria responsabilità, cultura, fede» spiega monsignor Ivano Valagussa, prevosto della città di Gallarate (al centro nella foto), con la mente rivolta anche al tragico mattino di sangue a Parigi. «Il fatto di convergere in un’unica manifestazione, consente a tutti di fornire il proprio contributo, a partire anche dalle comunità musulmane. Un atto pubblico, un impegno per la pace che ci si assume». Valagussa ricorda le parole dell’arcivescovo Angelo Scola, nella giornata della pace del 1° gennaio, che ha parlato di una «grande alternativa di fronte alla quale ogni giorno uomini e popoli sono chiamati a giocarsi»: «trattarsi da estranei e nemici gli uni degli altri – ciò che inevitabilmente porterà al conflitto padrone/schiavo e alla guerra – o riconoscersi fratelli perché figli di uno stesso Padre», ha spiegato Scola. «La scelta di andare ciascuno contro tutti gli altri – ricorda Valagussa – oppure la logica della solidarietà reciproca contro l’individualismo. Una scelta chiesta anche dal Papa, che ha parlato di "globalizzazione della fraternità"».

L’organizzazione della Marcia della Pace ha visto attive prima di tutto alcune organizzazioni del mondo cattolico, a partire da Acli e Caritas. «La pace è un valore che tocca tutti gli uomini: indipendentemente dalla religione e dalle idee politiche è un valore trasversale» ricorda Chiara Sironi Pignataro, della Caritas cittadina. «La pace va costruita anche su piccole scelte quotidiane per una convivenza sociale e civile degna» ricorda Carlo Naggi, presidente delle Acli Gallarate. «C’è l’obiettivo comune di una convivenza civile che a Gallarate in particolare va ricercata, di fronte ad una presenza di stranieri doppia rispetto alla media nazionale. Troppi soffiano su divisioni speculando su interessi». Anche la comunità musulmana di Gallarate si sta preparando alla marcia interreligiosa, che può «spegnere il fuoco della violenza», come ha detto a VareseNews il rappresentante Hamid Khartaoui.

La marcia partirà nella serata del 10 gennaio, alle 20.30, con tre punti di ritrovo: società civile e associazioni si ritroveranno nella zona delle Torri, in via Marsala; le comunità cristiane si ritroveranno alla chiesa di S. Paolo Apostolo, la chiesa parrocchiale di Sciarè (via Cattaneo); la comunità musulmana, infine, partiranno dal parcheggio del mercato (via Torino)  I tre gruppi convergeranno in Piazza Libertà e poi, in un unico corteo, al Palazzo Broletto dove ci sarà la conclusione della marcia con l’intervento di Don Virginio Colmegna.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2015
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