A sostegno delle imprese varesine arrivano due angeli anti burocrazia

Il progetto di Regione Lombardia è partito il 7 gennaio scorso. Trenta giovani laureati ascolteranno gli imprenditori lombardi, favoriranno la conoscenza delle opportunità per le imprese e identificheranno i principali ostacoli che le aziende incontrano nella quotidianità


«Voi avete un compito storico: da una parte darete un servizio concreto alle imprese, dall’altra fornirete alla Regione le informazioni per intervenire sulle criticità». Le parole del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, sono rivolte ai due "angeli anti burocrazia", al secolo Chiara Uccelli di Cugliate Fabiasco e Chiara Cireddu di Rho, 50 anni in due, che opereranno a Varese. Fanno parte di un progetto che riguarda tutta la regione: due angeli per ogni provincia, ad eccezione di Sondrio che ne avrà uno e l’area metropolitana milanese che ne avrà otto. In tutto sono trenta giovani neolaureati, selezionati da Regione Lombardia con un bando realizzato in collaborazione con Unioncamere, messi a disposizione delle imprese per aiutarle a superare gli ostacoli che si trovano a fronteggiare nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.
Il progetto, finanziato dal Pirellone, è costato 800 mila euro, di cui 750mila destinati agli stipendi degli angeli (si tratta di collaborazioni a progetto).  I trenta prescelti hanno fatto un mese di formazione e sono entrati in servizio il 7 gennaio scorso.
Alla presentazione alla Camera di Commercio di Varese, oltre al presidente Maroni, è intervenuto l’assessore alle Attività produttive, ricerca e innovazione Mario Melazzini. «Grazie alla Legge 11 ‘Impresa Lombardia’ – ha spiegato l’assessore – abbiamo aperto diversi percorsi semplificativi. In questo contesto è nata l’idea di coinvolgere il professor Sapelli, che ha coordinato un team  dedicato specificamente alla semplificazione. In pochi mesi è stato elaborato il progetto degli "Angeli anti burocrazia", il cui compito è ascoltare gli imprenditori, favorire la conoscenza delle opportunità per le imprese e identificare i principali ostacoli che le aziende incontrano, individuando le soluzioni».
I due angeli varesini vigileranno su due fronti specifici: il funzionamento degli sportelli
unici per le attività produttive (Suap) per incrementarne l’efficienza, valorizzando i punti di forza e le buone pratiche e correggendo i punti di debolezza. «Si tratta – ha aggiunto Melazzini – di favorire l’omogeneità dei servizi e delle procedure telematiche, la digitalizzazione delle pratiche, la tracciabilità del loro stato di avanzamento e l’adozione di una modulistica uniforme. Il secondo progetto riguarda i servizi di supporto all’avvio e sviluppo di imprese sul territorio. L’obiettivo è semplificare il rapporto tra l’imprenditore e la pubblica amministrazione, con particolare riferimento alla fase di avvio dell’impresa e dell’accesso alle opportunità contenute nei bandi».
A proposito degli sportelli unici per le attività produttive, Renato Scapolan, presidente della Camera di Commercio ha ricordato che «sono oltre 80, rappresentativi del 70 per cento delle imprese attive in provincia, gli enti locali convenzionati con l’ente camerale per l’utilizzo della piattaforma telematica sviluppata dalle camere di commercio, che consente al cittadino imprenditore di dialogare in modalità digitale con il proprio comune».
Il presidente Maroni, sollecitato anche dalle testimonianze di alcuni imprenditori, ha citato Max Weber e definito la burocrazia come «un sistema rigido e autoreferenziale che si basa sul ritualismo, dove la norma e la procedura diventano fine a se stesse, anziché dare un ordine rapido, imparziale e prevedibile per risolvere i problemi».
A giugno ci sarà la prima verifica provincia per provincia per vedere se il sistema funziona. Nel frattempo, per non perdere tempo prezioso, la Regione Lombardia ha istituito anche un numero verde (800.318.318), gratuito e attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 21 e il sabato dalle 8 alle 20.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 febbraio 2015
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