Cavalotti e Guenzani: “Gallazzi, salvata azienda importante del territorio”

I sindaci di Gallarate e Tradate sono entusiasti di fronte alla risoluzione della vicenda della ditta Gallazzi: "Abbiamo lavorato per il futuro dell'azienda e dei lavoratori"

I sindaci di Gallarate e Tradate sono entusiasti di fronte alla risoluzione della vicenda della ditta Gallazzi che, dopo mesi di attesa e circa un anno di amministrazione controllata, ha trovato un compratore. 

«Si è arrivati alla conclusione di una procedura che aveva bisogno di tempi rapidi, è stata accolta dal Ministero la necessità di arrivare alla soluzione della vicenda velocemente». Sono le parole del sindaco di Tradate, Laura Cavalotti: «Si doveva arrivare a questo – prosegue il primo cittadino – ritardare avrebbe portato problemi alla ditta sul mercato i tempi erano fondamentali con un progetto che ha avuto una valutazione anche dal Ministero dello svilueconomico». 
La Gallazzi è una parte importante della città – chiude la Cavalotti -. I 220 posti di lavoro sono garantiti e siamo soddisfatti del profilo che la stessa amministrazione ha tenuto durante tutta la vicenda. Ogni messaggio negativo nei cofnronti dell’azienda avrebbe portato problemi nell’attività produttiva. Era fondamentale mantenere il punto fermo. C’è stata gente che ha lavorato alla risoluzione del problema in silenzio, tra questi annche l’amministrazione comunale. E i risultati si sono visti. L’importante è essere arrivati all’obiettivo». 

«Una buona notizia per l’occupazione – commenta il sindaco di Gallarate, Edoardo Guenzani – È andata a buon fine una mobilitazione partita dalle rappresentanze sindacali, da me incontrate lo scorso 7 gennaio. Si sono impegnati i parlamentari della zona, in particolare l’onorevole Senaldi, e i primi cittadini dei due Comuni in cui sorgono gli stabilimenti Gallazzi, con una lettera inviata al Ministero. Sarebbe stato deleterio mantenere nell’indeterminatezza le sorti di un’azienda che ha dimostrato di potere agire con efficacia sul mercato, aumentando la propria capacità produttiva e generando plusvalenze».
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2015
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