Cento anni di SIAI Marchetti

All’Università Popolare serie di conferenze a cura dell’ingegner Carlo Martegani, esperto di storia del volo

Un ciclo di conferenze sui 100 anni della SIAI Marchetti: martedì 3 marzo alle ore 14.30 a Luino Università popolare Palazzo Banca Popolare via Piero chiara 7, e a Varese Aula Magna Università dell’insubria di via Ravasi ore 15.30. Si tratta di due incontri tenuti dal professor Carlo Martegani, appassionato di storia del volo e modellismo che propone a Varesenews un articolo legato alla figura dell’ingegner Marchetti.

marchetti foto

“Sono nato a Cori nella campagna romana. Al crepuscolo, sulla mia terra, passa il vento che viene dal mare, un vento caldo e dolce che batte sulle pendici dei monti e va in alto frangendosi come un’onda. Allora, dai picchi, si levano i grandi falchi, cercando quelle correnti. Salgono altissimi, calano fulminei, scivolano lentamente sulle ali spiegate e ferme, disegnando infiniti cerchi nel cielo. Restavo fuori a guardarli, ogni sera, fino a quando veniva buio e tutto si confondeva in un misterioso colore di cenere. Cercavo di immaginare che cosa potessero vedere quegli animali superbi, così liberi e così sicuri. E certe volte, di notte, sognavo di avere anch’io quelle ali e di farmi portare dal soffio del vento in quel gioco proibito e affascinante”. 

In un’intervista concessa a Giuseppe Grazzini di Epoca nel ’63 così dichiarava l’Ing. Alessandro Marchetti, uno degli uomini più rappresentativi dell’industria aeronautica italiana e gli aeroplani che ha progettato, in 50 anni di brillantissima carriera, hanno scritto una parte molto importante della storia della nostra aviazione sia in pace che in guerra. Fu un progettista di grandi capacità e in molti casi le soluzioni da lui adottate si rivelarono addirittura geniali. Luigi Capè, fondatore presidente della SIAI, nel 1921 raggiunse un accordo in base al quale l’ing. Marchetti il 1°gennaio 1922 sarebbe entrato nella società che aveva problemi di liquidità e di produzione in qualità di comproprietario, progettista e direttore tecnico.
La ditta nata nell’agosto 1915 con Santoni e Capè a Sesto Calende assunse la ragione sociale di Società Idrovolanti Alta Italia ”Savoia Marchetti”. Marchetti portò nella ditta il suo dinamismo e la sua tenacia ma anche tante idee nuove del tutto originali. Dalla sua penna uscirono nuovi progetti. Rivitalizzò e rilanciò l’azienda divenendone in breve la figura più rappresentativa e più importante. Nel ’36 Marchetti , diventato direttore generale della SIAI decise di acquistare a Vergiate il terreno necessario per la costruzione di un aeroporto e di un nuovo stabilimento. Quarantasei tipi diversi di aeroplani vennero realizzati da lui e furono protagonisti di innumerevoli e importanti raid su grandi distanze, di varie crociere, in particolare di quelle atlantiche e della conquista di ben 53 record mondiali. Oggi 100 anni sono passati e altri 100 iniziano, ma oltre alla commemorazione che con una serie di eventi che si svolgeranno tra giugno e luglio sui luoghi stessi che hanno visto la storia di questa nostra ditta, parlare della SIAI significa ancora parlare un linguaggio universale.
Senza appoggi esterni, senza sostegno da parte dello stato a partire dagli anni ’30 si lanciò in una politica di esportazione che vide i suoi velivoli venduti in tutta Europa e in Giappone. Sessantasei furono i progetti realizzati con l’ing. Conflenti prima e Marchetti dopo per un totale di 11000 aeroplani venduti fra idrovolanti e terrestri. A Sesto Calende sono nati velivoli leggendari che dall’idroscalo di S. Anna e da Vergiate sono decollati portando l’Italia in tutto il mondo dando lavoro e occupazione a 11000 dipendenti negli anni più fortunati. Oggi la SIAI Marchetti non esiste più. Le grandi organizzazioni industriali degli anni ’80 l’hanno vista prima entrare a far parte del Gruppo Agusta poi confluire definitivamente nell’Aermacchi, ma i suoi aerei volano ancora in buona parte del mondo onorando la memoria di una grande azienda aeronautica e degli uomini e donne che hanno vissuto con essa e per essa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 febbraio 2015
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