E i Frontaliers finirono in un’interrogazione del Consiglio di Stato

Che i Frontaliers diventassero dibattito politico in Consiglio di Stato, nessuno, all'inizio della loro avventura, se lo poteva immaginare: ma è successo, a opera del Consigliere Franco Celio. Il Governo ticinese, però, li sostiene

Che i Frontaliers diventassero dibattito politico in Consiglio di Stato, nessuno, all’inizio della loro avventura, se lo poteva immaginare.

Ma il grande successo che riscuote ogni loro iniziativa, ha posto evidentemente dei dubbi al consigliere Franco Celio, che ha chiesto al consiglio di Stato in che misura il cantone avesse sostenuto il progetto “Frontaliers” della RSI. 

Nella risposta all’interrogazione, l’Esecutivo Ticinese ha però difeso, e argomentandolo nei particolari, l’opera educativa del Bussenghi e del Bernasconi: non solo sottolineando il grande successo dell’operazione, sostenuta dal Cantone con 25’000 franchi, anche con lo scopo di incentivare l’uso corretto della lingua italiana e promuovere l’italiano oltralpe (cioè nella parte francese e tedesca della Confederazione: sono stati 35’000 DVD venduti in Ticino)., ma anche ricordandoo anche l’utile da questa generato: ben 300’000 franchi, che permetterà di sostenere l’offerta di corsi di italiano per gli studenti confederati nell’ambito di soggiorni in Ticino.

La notizia è riportata da Rsi news, che tra l’altro aggiunge: 

Alla considerazioni del deputato, che sostiene che i filmati presentano i ticinesi come “sottosviluppati” e i frontalieri come “civilizzatori” il Governo risponde di non condividere l’interpretazione: gli sketch – si legge nella risposta– nati sotto l’egida dell’ironia, forzano paradossi e non rappresentano situazioni reali, “cosa che dovrebbe essere evidente (…) anche se magari non tutti hanno compreso e apprezzato i prodotti”.

Qui la risposta integrale del Consiglio di Stato all’interrogazione

La biografia di Franco Celio, che ha posto l’interrogazione

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2015
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