Estorsore intimorito dal dipendente della vittima: “Ho avuto paura e ho reagito”

Giovanni Savino ha testimoniatonel processo a De Marte: "Il dipendente aveva una chiave a pappagallo in mano e per paura l'ho spintonato". In aula anche Tripepi: "Ho preso più anni di Schettino per due etti di fumo"

 E l’estorsore, condannato, si trasforma in vittima davanti ai giudici: «Il dipendente dell’officina aveva una grossa chiave a pappagallo in mano e sono stato messo in un angolo, per questo l’ho spinto». E’ il racconto che fa Giovanni Savino, che ha patteggiato una pena di 3 anni proprio per quel reato, di una delle sue visite all’officina meccanica di Gerenzano dove Francesco De Marte, alla sbarra per averle pretese con minacce e intimidazioni, imponeva prestazioni gratuite sui camion della sua impresa da parte del titolare di un’autofficina di Gerenzano. Savino è stato sentito come teste nell’ambito del processo davanti alla corte bustocca presieduta dal giudice Renata Peragallo e ha anche pianto: «Siamo una famiglia di lavoratori» – ha detto, incalzato dalle domande del pubblico ministero Pasquale Addesso

Savino, anche lui nativo di Seminara (Reggio Calabria) come De Marte, è un omone di una certa stazza e – secondo gli inquirenti – ha preso parte ad almeno un tentativo di estorsione nei confronti del titolare dell’officina che, qualche udienza fa, ha raccontato la sua esperienza con Francesco De Marte e i suoi dipendenti. L’imprenditore (unico ad aver denunciato di essere vittima di estorsione da parte del clan De Marte-Tripepi) aveva raccontato delle minacce e pressioni subite, anche tramite l’utilizzo di una pistola puntatagli contro proprio da De Marte, perchè eseguisse riparazioni e lavaggi dei mezzi senza essere pagato.

I fatti risalgono al 2011 e il pm contesta a Savino una versione dei fatti diversa da quella che ha raccontato. Savino dice di essere andato in due occasioni nell’officina: «La prima volta sono andato per chiedere gentilmente un certificato di idoneità degli specchietti del camion – racconta – altrimenti alla motorizzazione non mi avrebbero fatto passare la revisione. Mi fu detto da un dipendente che siccome il titolare non c’era non avrebbero potuto farlo, io ho insistito sempre gentilmente ma il dipendente si è avvicinato a me con una grossa chiave a pappagallo facendomi indietreggiare verso il muro fino a quando non l’ho respinto all’indietro». Il pm contesta un’intercettazione ambientale in carcere:«Perchè lei in carcere dice "tutta questa indagine per uno schiaffone" e poi prosegue "se devi menare uno, lo devi ammazzare"». La risposta è pronta: «Ero arrabbiato, mi creda, in carcere ho detto tante brutte parole». In quella occasione, poi, Savino sarebbe tornato in officina con De Marte il quale avrebbe tentato di dare una ginocchiata al dipendente ma il teste nega di aver visto il gesto: «Ero rimasto fuori, non sono rientrato con De Marte» ma in un’intercettazione ambientale in carcere rivela «Anche se l’ho visto menare io non l’ho visto».

In aula è apparso come teste anche Diego Tripepi, invecchiato e non propriamente lucido. Anche lui ha patteggiato in udienza preliminare, lui si occupava delle truffe delle revisioni delle auto: «Non vedo e non parlo con De Marte dal 2012 – ha detto tra i tanti non ricordo – non sono un pentito anche se altri lo dicono di me. So solo che ho avuto 12 anni di carcere per aver venduto due etti di fumo e Schettino ne ha avuti 16 con 28 morti». Anche lui si dice, dunque, vittima di mala giustizia e, pur rispondendo alle domande del giudice, ha negato di essere andato dall’imprenditore dell’officina di Gerenzano a minacciare proferendo la frase: "A te ti puzza la vita, Gesù ti deve assistere": «Non l’ho mai detto».

L’udienza è stata fortemente condizionata anche da alcune lacune – riscontrate dal pubblico ministero – nella traduzione delle intercettazioni in calabrese. Secondo Addesso sarebbero state definite come incomprensibili parole che, in realtà, erano molto chiare a chi ascoltava durante le indagini. Per questo il perito incaricato è stato convocato dal giudice per la prossima udienza quando verrà ascoltato anche lo stesso imputato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 febbraio 2015
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