Farioli a tutto campo: “Busto Arsizio sta servendo il Paese”

Dall'inceneritore "che ha salvato Provincia e Regione da ritardi atavici" alle opere ferroviarie subite "per aiutare Malpensa a crescere" fino all'idea di creare "un'Area Prealpina" in risposta all'Area Metropolitana. Il sindaco ne ha per tutti


«“Venga a prendere un caffè col sindaco”, ho deciso di chiamare questo momento con la stampa con una citazione di un grande romanziere del nostro territorio che oggi vede il premio a lui dedicato in forse a causa delle difficoltà economiche. Mi aggancio così all’appello per salvare il Premio Chiara». E’ questa l’inusuale introduzione del primo cittadino bustocco Gigi Farioli che incontra la stampa per fare il punto della sua amministrazione ad una anno e spiccioli dalla chiusura del suo secondo e ultimo mandato a Palazzo Gilardoni.

Mentre serve il caffè ai giornalisti spiega: «Nessun riferimento alla querelle sulla pausa caffè dei dipendenti, parliamo di cose serie» – dice e le domande partono dal grande nodo irrisolto del futuro dell’inceneritore di Borsano e di Accam: «Lunedì andrò in Regione a parlare con l’assessore Terzi per ribadire la lungimiranza di Busto Arsizio che non è stata colta da alcuni dei soci di Accam – spiega riferendosi ai comuni che vogliono la chiusura totale dell’inceneritore – Busto ha portato due volte la scelta su Accam in consiglio comunale nel 2006 e nel 2009, in maniera trasparente e in soccorso di una provincia diffidata sul tema dei rifiuti perchè non aveva un piano. Grazie alla nostra politica sull’inceneritore oggi tutti possono vedere il miglioramento dal 2006 ad oggi della qualita dell’aria. Dico alle amministrazioni che sbandierano scelte che gli impegni firmati in precedenza sono obbligatori . Andrò in Regione per riattualizzare gli accordi presi e per difendere e tutelare l’interesse dei cittadini».

L’altro tema caldo è la questione del Malpensa Express, alla luce di quanto avvenuto attorno al tavolo della competitività con il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, organizzato dalla Camera di Commercio di Varese: «L’unico tema serio di cui si è discusso è proprio questo e Busto, ancora una volta, ha saputo essere protagonista.  Ma non come hanno fatto alcuni esponenti del partito di governo, qui in città, che a Roma avallano scelte scellerate e a Busto chiedono le dimissioni del ministro del loro governo. Posso dire che la questione della fermata del Malpensa Express non finira così: l’orario che entrerà in vigore il 26 aprile non è quello reale. Voglio fidarmi del ministro Lupi che ha dichiarato di avere un disegno per l’aeroporto di Malpensa, voglio credere all’assessore ai trasporti di regione Lombardia Alessandro Sorte che ha chiesto scusa anche se questa scelta non sembra avere nè padre nè madre. Ho detto chiaro e tondo che Busto ha consentito, pagando un prezzo enorme, che venissero realizzati i raccordi ferroviari x e y e che non rivendichiamo la fermata di un treno ma il fatto che stiamo servendo un Paese».

Terzo argomento tra i più attuali, la questione del bilancio che anche quest’anno seguirà un percorso tortuoso fuori dai tempi classici: «La legge di stabilità 2015 impedisce di fare un bilancio serio. Io ho gia predisposto un documento ma il denaro dei contribuenti va tutelato. Faremo il bilancio quando le sollecitazioni che sto dando avranno risposte concrete. Ricordo che Busto, in anticipo su tutti i comuni del circondario, ha avviato la riorganizzazione delle partecipate a settembre del 2013 e che ha eliminato 23 amministratori mettendo l’azienda Agesp nelle mani di un amministratore unico, in 6 anni abbiamo ridotto la spesa di 10 milioni di euro e mantenuto la pressione fiscale più bassa di tutta la Lombardia. Non voglio chiedere un euro in piu ai cittadini. Agesp non ha ancora chiarito l’onere che deve ricadere sui cittadini, finchè non lo farà il bilancio non andrà in consiglio. Infine stiamo valutando se unirci al ricorso alla Corte Costituzionale annunciato dal presidente Maroni sulla legge di stabilità. Noi abbiamo fatto quanto dovevamo per rispettare il patto di stabilità e poi ci troviamo un emendamento che concede alla Regione Lazio  di sforare il patto. Questa legge fa diminuire gli investimenti e non introduce i costi standard».

Infine lo sguardo al futuro e un’idea che frulla nella testa del primo cittadino: «Sono un sostenitore del referendum consultivo elettronico sull’autonomia speciale per la Regione Lombardia approvato dal consiglio regionale. Mi chiedo se sia possibile, quello stesso giorno, far votare i cittadini di Busto Arsizio sul futuro delle organizzazioni istituzionali che va oltre le province, abolite per finta dal governo. Chissà che, a fronte di un’inutile area metropolitana milanese, non possa nascere un’area prealpina attorno a Busto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 febbraio 2015
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